L’Amministrazione Comunale di Caulonia interviene con decisione per chiarire quanto accaduto durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, in relazione a una frase registrata nella diretta del quotidiano Ciavula, successivamente strumentalizzata per attaccare ingiustamente un consigliere comunale.
Nel corso della seduta si sono verificati momenti di tensione, come può accadere in un confronto politico serrato. Tuttavia, nulla giustifica l’uso di espressioni offensive nei confronti di un consigliere comunale, né l’innalzamento dei toni o l’attribuzione di affermazioni volgari ai componenti del Consiglio Comunale o alla maggioranza.
Nello specifico, il gruppo Dipende da noi ha scritto: “È un episodio di sessismo inaccettabile, espressione di una cultura maschilista che non fa onore a chi governa”. In un solo passaggio, con la consueta violenza verbale che li contraddistingue, accusano esplicitamente chi governa Caulonia – cioè questa Amministrazione – di essere sessista e maschilista.
Sulla base di cosa? Di una falsificazione della realtà, di una strumentalizzazione che, questa sì, non fa onore a chi la compie.
È doveroso precisare che il presunto abbandono dell’aula da parte della consigliera Franco non è stato motivato dalla frase denunciata solo il giorno successivo. Se ciò fosse avvenuto, saremmo intervenuti immediatamente in sua difesa, senza esitazioni. Questa Amministrazione combatte il maschilismo e il sessismo e non tollera attacchi verso nessuno, tantomeno verso un componente del Consiglio comunale, che rappresenta la cittadinanza.
Esprimiamo quindi una ferma condanna verso tale frase e l’avremmo espressa direttamente in Consiglio se ce ne fossimo accorti o se la consigliera lo avesse fatto notare. Peraltro, non sembrano essersene accorti neppure i suoi compagni di gruppo, i quali non hanno lasciato l’aula insieme a lei. La consigliera, infatti, non si è mai realmente allontanata dalla sala dove si svolgeva il Consiglio e, dopo pochi secondi, è tornata a sedersi al proprio posto, continuando a partecipare alla seduta.
La nota diffusa il giorno successivo dimostra la volontà di costruire a posteriori un presunto “scandalo politico” da attribuire a un Consiglio che non ha alcuna colpa.
L’Amministrazione Comunale ribadisce che la frase strumentalizzata non è stata pronunciata da alcun componente del Consiglio comunale e che tale organo è luogo di confronto, non di conflitto. Caulonia merita un dibattito politico serio, rispettoso e ancorato ai fatti, non a interpretazioni fantasiose.