Articolo di Mario Murdolo.
Bivongi, piccolo paese della Vallata dello Stilaro, è conosciuto ovunque per l’invidiabile primato dei suoi numerosi centenari. Tant’è che la fama di borgo della longevità ha attirato l’attenzione degli autori del noto quiz televisivo “L’Eredità”, che hanno inserito tra le domande per i concorrenti la seguente:
«Tra boschi di abeti bianchi, vedo Bivongi, il borgo della longevità, e assaggio la frascatola di polenta. Dove sono?».
La risposta giusta non poteva che essere: In Calabria, verso il Mar Ionio.
L’intenzione degli autori è stata certamente quella di evidenziare un perfetto connubio tra frascatole e longevità, sottolineando che, tra i vari fattori che determinano la lunga vita dei bivongesi, una corretta e sana alimentazione riveste un ruolo primario.
Le frascatole, insieme alla pizzata, considerata il “pane dei poveri”, soprattutto negli anni del dopoguerra, erano pietanze molto apprezzate ed economiche. La loro preparazione era semplice: si cuoceva prima il cavolo o il finocchio selvatico e, nella stessa acqua di cottura, si versava la farina di mais, portandola a cottura. Alla fine si aggiungevano olio e formaggio. Possiamo definirla, senza esagerare, la polenta del Sud.
Tornando al tema della longevità, bisogna ricordare che il primato detenuto da questo piccolo paese dell’entroterra ionico resiste da molti anni e ha davvero pochi rivali. Lo confermano le ultime due persone festeggiate negli ultimi mesi e altre due che sono prossime a raggiungere il secolo di vita.
In questi giorni, inoltre, abbiamo appreso che una nostra compaesana residente a Roma sta per celebrare un traguardo davvero straordinario: 106 anni.
Questo invidiabile fenomeno ha suscitato curiosità, interesse e studi volti a individuare gli elementi che costituiscono questo autentico elisir di lunga vita. Di certo contribuiscono il vivere in una natura incontaminata, con aria e acqua pura, l’attività fisica costante, l’assenza di stress e preoccupazioni, oltre a una convivenza familiare affettuosa e rassicurante.
Per quanto riguarda il movimento fisico, basti pensare al grande dispendio di energie dei nostri contadini che, un tempo, erano costretti a percorrere lunghi tratti, non sempre pianeggianti, e a sostenere fatiche pesanti nei campi. Tutto ciò contribuiva a smaltire tossine, grassi e altre sostanze dannose per la salute.
Sono felice di concludere questo mio articolo con una notizia sensazionale: il 30 settembre di quest’anno, la nostra compaesana Elda Valenti supererà ogni record spegnendo ben 106 candeline.
E mi viene spontaneo chiedermi: chissà quante frascatole avrà mangiato in vita sua!