Sanità al Collasso: “È ora di finirla, si colpiscono sempre le fasce più deboli”


È ORA DI FINIRLA! SI COLPISCONO SEMPRE LE FASCE PIÙ DEBOLI.

“Qualsiasi prescrizione di farmaci, esami ematochimici, esami radiologici ecc. debbono essere fatte dagli stessi specialisti e non rimandate al medico di famiglia…”
“In ogni caso, dal 1° gennaio 2026 NON VERRANNO FATTE PIÙ LE RICETTE, PER CUI SI PREGA DI NON INSISTERE.”

In poche parole, i medici di base, coloro che ogni mattina hanno gli ambulatori pieni di gente e soprattutto anziani e malati di lunga durata, non possono più prescrivere i farmaci.

Chi si discosta da questo provvedimento incostituzionale (mentre la Costituzione riconosce il diritto alle cure) viene sanzionato pesantemente.

Dopo la chiusura degli ospedali, dopo lo smantellamento della Medicina di base, dopo la chiusura delle Guardie Mediche, adesso è toccato ai medici di famiglia, i quali sono assaliti — e a volte aggrediti — da parte di tanta gente che ha bisogno di farmaci per sopravvivere.

Alcuni mesi fa avevo lanciato sulla stampa, grazie a un amico medico che mi ha informato delle decisioni che aveva assunto l’Asp di Reggio Calabria, un allarme che adesso ha assunto i toni della minaccia a un diritto costituzionale previsto nella Riforma Sanitaria datata 1978, che basava la sua struttura riconoscendo la: universalità, uguaglianza ed equità, globalità della prevenzione e cura, solidarietà nei finanziamenti.

Invece, in questi anni, è avvenuto tutto l’opposto: si è distrutta la sanità pubblica a vantaggio di quella privata.

Il risultato è stato che, a causa della crisi economica che vive il nostro Paese, circa 6 milioni di persone, in gran parte anziani, hanno rinunciato a curarsi.

Questa non è una battaglia di destra o di sinistra: è una battaglia di civiltà che impone, per intanto, alla classe politica e istituzionale (ancora muta) una presa di posizione ferma e incisiva, per costringere l’Asp di Reggio Calabria ad “allentare la presa sui medici di famiglia” e fare in modo di ridurre i tempi di attesa delle liste della sanità.

Chi scrive ha dovuto aspettare nove mesi per un semplice controllo dell’udito, per avere una visita in un poliambulatorio pubblico.

Alcune voci si sono levate, ma ancora si sta applicando una logica ragionieristica che scavalca la valutazione clinica, arrivando a sanzionare in modo incredibile i medici che hanno applicato un diritto costituzionale.

I calabresi hanno assistito, in questi anni di commissariamento della sanità, a balletti vergognosi di commissari che hanno fatto crescere il debito anziché ridurlo, mentre la gente si è vista chiudere gli ospedali e ridurre i servizi sanitari e di cura.

Bisogna evitare le parente inutili sulla sanità e puntare ad aggregare, in un unico movimento di lotta e di denuncia, le famiglie, i sindacati, le istituzioni, le associazioni e anche gli operatori sanitari che vivono, anche sulle loro spalle, una situazione non più sostenibile.

Polistena, 21 febbraio 2026
Aldo Polisena
Presidente del Circolo Socialista di Cinquefrondi

Pubblicato da Tele Montestella

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