Badolato, il paese che più canta in Calabria, è entrato nella storia dei complessi musicali italiani dell’editore Maiotti!

La Calabria è sicuramente una delle regioni più ricche di musica nel contesto euro-mediterraneo, specialmente per quanto riguarda i canti popolari spontanei o d’autore. Ci sono numerose descrizioni e monografie settoriali, però manca un’Opera che (magari in più volumi) dia una visione d’insieme e resti come testimonianza anche storica di tale notevolissimo e importantissimo patrimonio, fungendo pure da incoraggiamento per i giovani artisti. Tra le tante peculiarità, a Catanzaro esiste – tra i pochissimi in Europa – un Museo del Rock.

E, ad esempio, nel 1970 il primo gruppo al mondo che ha usato il suono della zampogna in un contesto pop-rock è stato quello degli “Euro Universal” di Badolato (nel catanzarese jonico). Questo primato è stato recentemente messo in evidenza dall’editore Maurizio Maiotti nel quarto volume della Storia o Enciclopedia dei complessi musicali italiani (pp. 2789-2791), ma anche dal giornalista Domenico Lanciano nel volumetto Il futuro è pop-islam (2016), in cui si evidenzia che per la prima volta, proprio a Badolato, nel 1971 la chitarra battente è stata usata come chitarra solista, producendo le classiche sonorità arabeggianti… forse memoria nascosta di quando questa parte della Calabria fu dominata dagli islamici, i quali hanno lasciato la loro impronta anche nei canti di lavoro, specialmente nella raccolta polifonica del grano.

Seppure con discontinuità, è dal 1982 che Badolato organizza il Festival della canzone popolare, sia badolatese che calabrese; e ospita annualmente, d’estate, un’intera settimana dedicata alla Tarantella, sotto varie riuscitissime forme e denominazioni. Badolato è anche “Notte Romantica” e sede di altre iniziative pubbliche che hanno al centro la musica locale.

Da sempre gruppi di musici organizzano serenate matrimoniali o d’amicizia, alle quali vengono fatti partecipare turisti o invitati, che apprezzano molto questa memorabile e suggestiva esperienza etno-culturale. A migliaia si contano poi i canti popolari raccolti da più di un appassionato; però nessuno è ancora riuscito a raccoglierli e commentarli in un volume cartaceo o in una sistemazione web.

Negli anni Ottanta aveva iniziato a lavorarci (ma invano) l’allora bibliotecario comunale, lo stesso che quarant’anni fa – il 7 ottobre 1986 – fu il primo in Europa a lanciare un forte appello mediatico intercontinentale contro lo spopolamento dei borghi euro-mediterranei con lo slogan “Badolato paese in vendita in Calabria”. Un appello che ancora oggi risuona.

Ci sono inoltre parecchi cantautori badolatesi che incidono o diffondono (specie su YouTube) le loro canzoni; mentre alcuni gruppi sono riusciti (come i Marasà di Mimmo Audino, già sponsorizzati dal famoso Piero Pelù) o ancora riescono a varcare i confini nazionali con i loro concerti. Da sempre – e ovviamente ancora oggi – è davvero difficile trovare un’abitazione senza uno strumento musicale, in particolare chitarre normali o battenti.

Badolato vanta un altro primato in Calabria: nel 1968 gli stessi “Euro Universal” hanno eseguito la “Messa Beat” di Marcello Giombini sia in chiesa che in diversi contesti (scuole, comunità, regioni); e ne hanno poi composto due ulteriori versioni, una in italiano e una in dialetto, con la collaborazione del parroco padre Silvano Lanaro.

E che dire, poi, dei coinvolgenti Canti della Settimana Santa o dei tanti altri canti religiosi dedicati ai protettori e ai titolari delle 12 chiese badolatesi? C’è persino una piccola sala di registrazione, quella del cantautore Andrea Naimo, che produce continuamente intere raccolte, alcune delle quali in collaborazione con l’associazione culturale “La Radice”, che con la sua omonima rivista pubblica spesso testi delle canzoni popolari badolatesi per non perderne almeno la memoria.

Un altro notevole cantautore, Antonio Laganà, da anni porta in giro veri e propri musical auto-composti in dialetto badolatese (come il noto Centu strati – Cento strade) e non manca di commentare musicalmente eventi e situazioni sociali o storiche della nostra contemporaneità. Un grande ruolo ha avuto, in tali contesti, anche Radio Pulsar, con il cantautorato di Pasquale Rudi.

Numerosi sono i cantautori – anche non badolatesi, come Claudio Sambiase, milanese di Zagarise – che hanno dedicato tantissime canzoni a Badolato borgo, forse più che a qualsiasi altro paese. In pratica, Badolato canta, ispira a comporre e a cantare: ha un carisma musicale speciale.

Insomma, la pur frugale Badolato è da sempre un “paese che canta” ed è un paese che sa trasformare tutto (dolore, amore, allegria) in canto ed emozione. E questo nonostante sia stato per lunghi secoli un popolo martoriato da feroci feudatari con condizioni capestro, da cui è riuscito a liberarsi appena 80 anni fa con le memorabili lotte contadine, che ebbero i loro immancabili e suggestivi canti.

Ma Badolato è pure uno dei paesi calabresi con più emigrati. E anche l’emigrazione ha trovato la sua musica. Così il Carnevale, ogni attività quotidiana e persino le devastanti alluvioni subite.

Di sicuro Badolato è uno dei paesi più “corali” della Calabria, non soltanto nella musica ma anche nell’enogastronomia più genuina e tipica del catojo, vera eredità dei “sissizi” di Re Italo di 3500 anni fa. Se si chiede a un qualsiasi badolatese perché abbia questa passione per la musica, il canto e la sana aggregazione, risponderà che le schiavitù patite nei secoli e tutte le altre sofferenze non sono riuscite a spezzare il suo animo gioviale, che trova proprio nella musica e nella sperimentata etica civile la forza di rialzarsi, andare avanti e persino essere felice. Con molto poco!

Basta una chitarra.

Articolo di Domenico Lanciano

Pubblicato da Tele Montestella

Rete web televisiva della Vallata dello Stilaro con sede a Pazzano (RC). Tele Montestella arriva sui social 2010 diventando poi una pagina Facebook nell’aprile 2013 ma possiamo dire che l’idea e le prime iniziative di informazioni nascono 1982. Un giovane Antonio Russo, ora presidente dell’Associazione Radio Tele Montestella Web”, iniziò ad appassionarsi al mondo delle comunicazioni quando suo padre Ciccio Russo comprò la sua prima telecamera. Da lì inizio una ricca documentazione sulla Vallata dello Stilaro ed oltre, cimentandosi anche nella realizzazione di Radio arrivando a creare il primo canale televisivo Tele Montestella. Oggi la comunicazione si è spostata sui social, sono cambiati i mezzi ma l’obiettivo è uguale: informazione e valorizzazione della nostra Vallata dello Stilaro e di tutta la Calabria, condividendo con voi la bellezza, le tradizioni e tutto ciò che questa terra ha da offrire.

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