Articolo Di Lucia De Cicco.
Ironico, grottesco “Uno, nessuno, centomila è il romanzo più conosciuto di Pirandello. Lui stesso ne affermò: «sintesi di tutto ciò che ho fatto e sorgente di ciò che farò». Il protagonista, Vitangelo Moscarda, dopo aver scoperto che il suo naso pende verso destra perché gli era stato detto , intraprende un viaggio vertiginoso dentro se stesso. Con tanti dubbi sulla percezione di se stessi e di come ci vedono gli altri. E che, a volte, può mettere in dubbio sul chi siamo realmente? Ebbene il protagonista con vari ragionamenti e confronti arriverà a liberarsi da ogni maschera e diventare “aria, vento, puro spirito”. Dapprima impacciato, prigioniero delle opinioni altrui, soprattutto quelle della moglie, determinato a cercare l’autenticità dell’esistenza, alla fine s’ affranca. Opera amara e umoristica, che smaschera le finzioni sociali, le tante maschere indossate, a volte, senza tanta consapevolezza anche del poter fare male agli altri e poi la crisi dell’identità personale. I temi sorprendentemente sono attuali: sessualità, spiritualità, natura e potere . Pirandello è quasi un profeta dei tempi futuri! A un secolo di distanza della prima uscita integrale dell’ opera parla con un linguaggio incredibilmente moderno.
Il 29 e il 30 gennaio “ Uno, nessuno, centomila è andato in scena al teatro Rendano di Cosenza, gremito. In una tournée in molte località d’ Italia . Per la regia di Nicasio Anzelmo, il protagonista è stato interpretato da Primo Reggiani. Con Francesca Valtorta, Jane Alexander, Fabrizio Bordignon ed Enrico Ottaviano. Questi ultimi ci hanno concesso gentilmente un’ intervista.