Francesco “Don Ciccio” Russo è ricordato come uno dei più straordinari pionieri dell’elettronica nella Vallata dello Stilaro, in anni in cui la televisione era ancora una novità assoluta. Il suo laboratorio divenne il punto di riferimento per intere generazioni di ragazzi e di appassionati di calcio, attratti dalla possibilità — unica nel paese — di vedere le prime trasmissioni televisive.
Grazie al suo talento naturale e alla capacità di sperimentare nozioni innovative, Don Ciccio riuscì perfino ad anticipare la Rai nella ricezione delle onde televisive. La sua impresa più celebre resta l’installazione delle antenne a Monte Stella, un’operazione rischiosissima affrontata senza alcuna protezione. Fu da quel crinale — dal quale bastava un passo falso per precipitare — che Pazzano iniziò a ricevere i segnali televisivi. Un momento storico che aprì una finestra sul mondo, quando la modernità sembrava ancora lontana.
Non mancarono, come spesso accade ai pionieri, tentativi di concorrenza scorretta. Ma Don Ciccio, con ingegno e determinazione, riuscì sempre a garantire ai suoi clienti una visione chiara e stabile, divenendo una figura di riferimento e guadagnandosi la stima profonda della comunità. Tra i primi a possedere un televisore ci fu mio padre che, con l’occasione, divenne un suo grande estimatore e affettuoso amico. Ed è proprio grazie a questa particolare amicizia tra Don Ciccio e mio padre che sono venuto a conoscenza delle notizie che fanno parte di questo articolo.
Sotto l’apparenza severa — mascherata dai baffetti e da un sorriso ironico — Don Ciccio era un uomo generoso. Molti ricordano episodi in cui mise gratuitamente a disposizione le sue competenze, come quando riparò senza chiedere nulla un amplificatore utilizzato durante le campagne elettorali. Quando lo incontravo per strada, amava scherzare sulle sue scommesse e sul suo spirito brillante e imprevedibile.
L’eredità di Francesco Russo non si è fermata con lui. I figli Antonio, e i suoi figli Francesco e Maria Pia, hanno raccolto il suo testimone morale e culturale, portando avanti l’interesse per la comunicazione e per la diffusione delle notizie. A questa continuità si lega anche l’esperienza di Tele Montestella, storica emittente locale che affonda le sue radici proprio nella storia e nei saperi che Don Ciccio ha saputo trasmettere ai suoi figli e nipoti.
La figura di Don Ciccio Russo rimane così scolpita nella memoria di Pazzano.
Insomma, Don Ciccio: un uomo che, con coraggio, competenza e intuizione, ha cambiato per sempre il modo di comunicare in un piccolo borgo della Calabria.
Articolo di Mario Murdolo