La Giudecca di Caulonia, uno dei quartieri ebraici più significativi del Mezzogiorno, rischia di crollare sotto il peso del dissesto idrogeologico. Un luogo di valore storico e simbolico straordinario, oggi minacciato da anni di abbandono.
A lanciare un appello accorato sono alcune tra le voci più autorevoli della cultura calabrese.
Mimmo Cavallaro
“La zona Carmine-Maietta nel centro storico di Caulonia vive da anni una situazione di dissesto idrogeologico che, nonostante i vari interventi effettuati nel tempo, non è stata risolta.
Oggi, alla luce di fenomeni atmosferici sempre più intensi e imprevedibili, tale situazione non consente ulteriori attese.
Perdere quella parte del paese significherebbe perdere l’anima della comunità, la sua componente più storica e identitaria.
La mia è una voce che vuole unirsi al coro di tutta la comunità, affinché si agisca senza indugio per scongiurare il rischio di conseguenze irreversibili.”
Vito Teti
“Firmo, con convinzione e un senso di dolore, l’appello di Ilario Amendolia.
L’abbandono e l’incuria in cui nella nostra terra sono lasciati monumenti storici, rovine antiche, luoghi di culto, paesi, paesaggi, sono davvero intollerabili e meritano prese di posizione dure e concrete.
Il crollo dell’antica Giudecca, una delle più importanti d’Italia, costituirebbe una perdita e una cancellazione difficilmente colmabili.
Le rovine parlano, ci interrogano, sono la nostra identità plurale e storica.
Come si può parlare di turismo, accoglienza, rigenerazione dei luoghi se poi siamo responsabili della devastazione delle nostre ricchezze?
Mi auguro che il Presidente Occhiuto, il mondo politico, quello culturale e le soprintendenze, i calabresi tutti, sappiano salvare subito questo ed altri monumenti che il mondo ci invidia.”
Un appello netto, urgente, condiviso: salvare la Giudecca di Caulonia non è solo una battaglia per la memoria, ma per il futuro della Calabria.