Calabria, rinascere dalla memoria

In questi giorni assisto alla pubblicazione di diversi articoli che lanciano un allarme sulla situazione di forte degrado e abbandono della nostra amata Calabria. Molti, volgendo lo sguardo al passato, ricordano i tempi in cui la nostra regione era fiorente, produttiva e laboriosa, culla di filosofi, letterati, artisti e personalità della scienza come Tommaso Campanella, Pitagora e Zaleuco, politico di Locri.

Eppure, l’insensata e demolitrice azione dei governi borbonici portò all’abbandono delle fruttuose e importanti miniere della Vallata dello Stilaro, dalle quali si estraevano minerali indispensabili alla produzione delle armi di Mongiana. La stessa sorte toccò ai giacimenti di molibdeno di Bivongi, un minerale rarissimo e presente in pochissime località al mondo.

Un tempo eccezionale, quello in cui nei nostri paesi prosperavano attività artigianali di ogni tipo, affiancate da un’agricoltura altamente redditizia, fondata soprattutto sulla produzione di ottimo vino, olio e frutta. Basti pensare che il regime borbonico, per sua convenienza, rese il comune di Mongiana un centro di immigrazione interna per la forte necessità di manodopera destinata alla fabbrica d’armi.

Oggi lo sconforto è grande nel vedere lo stesso centro delle Serre, un tempo fiorente, spopolato dall’emigrazione. Tuttavia, nonostante questa nefasta azione demolitrice del passato, credo fermamente che esistano ancora le potenzialità per risalire la china.

La collocazione geografica della Calabria, bagnata da chilometri di coste che si armonizzano con colline verdi e incontaminate, rappresenta una risorsa inestimabile. Se adeguatamente valorizzata con un serio e lungimirante piano di sviluppo turistico, potrebbe attrarre un grande flusso di visitatori. Allo stesso modo, un’agricoltura ammodernata e sostenibile potrebbe diventare un importante volano di rilancio economico.

La verità, però, è che spesso siamo presi dallo scoramento nel vedere che ancora oggi nostri parenti e amici sono costretti a emigrare, non trovando qui le opportunità di lavoro necessarie. E come avvenne nella prima grande emigrazione, anche oggi i nostri giovani partono per arricchire il Nord, dopo aver studiato qui: un sapere che, insieme a loro, lascia la nostra terra.

Articolo di Mario Murdolo

Pubblicato da Tele Montestella

Rete web televisiva della Vallata dello Stilaro con sede a Pazzano (RC). Tele Montestella arriva sui social 2010 diventando poi una pagina Facebook nell’aprile 2013 ma possiamo dire che l’idea e le prime iniziative di informazioni nascono 1982. Un giovane Antonio Russo, ora presidente dell’Associazione Radio Tele Montestella Web”, iniziò ad appassionarsi al mondo delle comunicazioni quando suo padre Ciccio Russo comprò la sua prima telecamera. Da lì inizio una ricca documentazione sulla Vallata dello Stilaro ed oltre, cimentandosi anche nella realizzazione di Radio arrivando a creare il primo canale televisivo Tele Montestella. Oggi la comunicazione si è spostata sui social, sono cambiati i mezzi ma l’obiettivo è uguale: informazione e valorizzazione della nostra Vallata dello Stilaro e di tutta la Calabria, condividendo con voi la bellezza, le tradizioni e tutto ciò che questa terra ha da offrire.

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