Il tema dell’emigrazione è al centro del saggio autobiografico di Salvatore Canzio, giovane autore del Sud che racconta la propria esperienza di vita lontano dall’Italia. Per motivi di lavoro, Canzio ha lasciato il suo Paese per trasferirsi in Polonia, dove ha lavorato a Varsavia al servizio di una multinazionale americana del settore bancario. Un percorso che lo ha portato a sentirsi sospeso tra il mondo che ha lasciato e quello che fatica ad abitare fino in fondo.
Il libro è un viaggio nato dal bisogno che si trasforma in una profonda ricerca di sé, tra le nebbie del Nord e le memorie del Sud. Un racconto autentico della moderna emigrazione, in cui si intrecciano solitudine, nostalgia e il silenzioso desiderio del ritorno.
«A volte – scrive l’autore – partire non è fuggire, ma l’unico modo per ritrovare la strada di casa».
Nato a Polistena nel 1992, Salvatore Canzio ha vissuto per diversi anni all’estero. I suoi scritti, fortemente introspettivi e riflessivi, indagano l’animo umano e il senso della crescita personale.
Il volume è stato presentato nell’ambito delle manifestazioni delle “Armonie di Natale”, organizzate dall’Associazione Girolamo Marafioti, dalla Libera Università di Polistena e dallo Studio odontoiatrico Dental Clinic dei fratelli Laruffa. La presentazione si è svolta in un’Aula Magna della Università Telematica Pegaso, gremita di amici, parenti e cittadini.
Nel suo intervento, Canzio ha raccontato le motivazioni che lo hanno spinto a scrivere il libro:
«Questo libro mi ha aiutato a capire come chi è costretto a emigrare si senta come un ponte tra il mondo che ha lasciato e il nuovo Paese in cui vive. È un viaggio costante, una ricerca continua, con un solo pensiero: tornare a casa, ritrovare le proprie cose e gli affetti familiari, ma sentendosi, allo stesso tempo, ancora straniero».
Il professor Giovanni Laruffa ha fatto gli onori di casa, sottolineando il dramma di tanti giovani costretti ad abbandonare i propri paesi e a sentirsi “fuori dal mondo” anche una volta rientrati.
Pino Demasi, parroco di Polistena e autore della prefazione del libro, ha evidenziato come un’intera generazione si trovi oggi ad affrontare tre grandi dilemmi: «restare, partire, ritornare». Molti giovani, ha aggiunto, finiscono per sentirsi stranieri ovunque, coltivando il desiderio profondo del ritorno.
Nel dialogo con l’autore, Ramona Gallizzi e Giulio Ieraci hanno stimolato Canzio a raccontare le molte sfaccettature dell’esperienza migratoria: un percorso spesso affascinante, ma segnato anche da paure, aspettative, difficoltà di adattamento, dalla necessità di comprendere una nuova lingua e di confrontarsi con un mondo diverso.
La serata si è conclusa con i ringraziamenti del dottor Francesco Laruffa all’autore e al numeroso pubblico presente, suggellando un incontro intenso e coinvolgente, reso vivo dal racconto sincero di Salvatore Canzio.
Polistena, 27 dicembre 2025
Aldo Polisena