La Calabria attraversa gli oceani in missione culturale

Articolo di Francesco Marrapodi

Il 16 dicembre, nel cuore pulsante di Santiago (capitale del Cile), la Calabria ha levato la propria voce: chiara, fiera e imponente come le sue montagne, il suo mare. Una voce antica e insieme contemporanea, capace di attraversare l’oceano senza perdere accento né anima. Lo ha fatto attraverso i 14 studenti — tredici dell’Università della Calabria e una studentessa nigeriana dell’Università della Tuscia — riuniti nell’ambito della Winter School UNICAL in Cile, storica alleanza formativa tra UNICAL e Camera di Commercio Italiana in Cile.

La Winter School non è un semplice progetto accademico: è una partenza che sa di valigia e di destino, un viaggio iniziatico che ricorda a ogni calabrese cosa significhi portare il mondo addosso senza dimenticare da dove si viene. Due settimane dense e vibranti, in cui si incontrano aziende italiane radicate in terra cilena, si attraversano le aule dell’Universidad de Chile, si varcano le soglie delle istituzioni italiane e, soprattutto, si intrecciano relazioni con realtà vive, plurali, internazionali, come accade da sempre a chi parte dal Sud con il cuore pieno e lo sguardo aperto.

UN MOMENTO SIMBOLICO

A fare da scenario a questo momento carico di significato è stato il Centro Cultural Gabriela Mistral (GAM), luogo-simbolo della memoria e del dialogo civile cileno. Qui, in uno spazio pubblico che appartiene a tutti, si è acceso un cerchio di parole, identità e visioni, guidato da Mario Tapia, presidente dell’Associazione Calabresi del Cile. Un cerchio che ricordava quelli delle piazze dei paesi, dove ci si riconosce prima ancora di parlarsi. Una conversazione intensa su cosa significhi oggi essere calabresi, italiani, europei nel mondo; su cosa voglia dire portare il nome dell’UNICAL oltre i confini nazionali; su quale immagine scegliamo di incarnare quando camminiamo lontano da casa ma con la casa dentro.

L’ ASSICURAZIONE CALABRESI DEL CILE

L’Associazione Calabresi del Cile è molto più di un riferimento comunitario: è una famiglia larga, un ponte vivente tra continenti costruito con memoria, sacrificio e orgoglio. Promuove appartenenza, tesse relazioni, custodisce legami e ne genera di nuovi tra la Calabria e il Cile, così come tra le molteplici realtà calabresi e regionali italiane disseminate nel mondo. È la dimostrazione concreta che l’emigrazione calabrese non è mai stata resa, ma semina: mani che partono, radici che restano, frutti che crescono lontano.

Come ha ricordato il docente Giovanni d’Orio, accompagnatore del gruppo, incontrarsi in una piazza pubblica significa riaffermare il valore antico e rivoluzionario delle piazze come luoghi di umanità, confronto e verità — le stesse piazze che in Calabria sono state per secoli scuole di vita. Proprio sotto la scritta “Esta plaza es de todos, cuidémosla juntos” (“Questa piazza è di tutti, prendiamocene tutti cura”), ha risuonato un messaggio potente: la cultura nasce dall’incontro reale, dallo sguardo che riconosce, dalla parola condivisa. Un pensiero rafforzato anche da Paoletta Ciancio, dell’Area Internazionalizzazione UNICAL, che ha richiamato l’urgenza di tornare alle relazioni autentiche, quelle vere, come sanno fare i popoli abituati a stringere legami prima ancora di stringere mani.

LA CALABRIA CHE AVANZA

Da questo cerchio di voci e coscienze è emersa una visione netta, quasi arcaica e insieme modernista: i calabresi, in Calabria e nel mondo, portano con sé una responsabilità luminosa. Quella di raccontare una terra che non è soltanto ferita o nostalgia, ma ossa dure, cuore caldo, intelligenza viva. Una terra di partenze forzate e ritorni interiori, di silenzi profondi e parole necessarie, di talento che resiste e futuro che chiama.

Che si parta o si resti, si è chiamati a camminare con radici forti e sane, come gli ulivi piegati dal vento ma mai spezzati, capaci di attecchire altrove senza perdersi, di integrarsi e crescere nell’incontro con l’altro. Perché ovunque ci sia un calabrese consapevole — con la memoria addosso e lo sguardo avanti — la Calabria non arretra, avanza.

Pubblicato da Tele Montestella

Rete web televisiva della Vallata dello Stilaro con sede a Pazzano (RC). Tele Montestella arriva sui social 2010 diventando poi una pagina Facebook nell’aprile 2013 ma possiamo dire che l’idea e le prime iniziative di informazioni nascono 1982. Un giovane Antonio Russo, ora presidente dell’Associazione Radio Tele Montestella Web”, iniziò ad appassionarsi al mondo delle comunicazioni quando suo padre Ciccio Russo comprò la sua prima telecamera. Da lì inizio una ricca documentazione sulla Vallata dello Stilaro ed oltre, cimentandosi anche nella realizzazione di Radio arrivando a creare il primo canale televisivo Tele Montestella. Oggi la comunicazione si è spostata sui social, sono cambiati i mezzi ma l’obiettivo è uguale: informazione e valorizzazione della nostra Vallata dello Stilaro e di tutta la Calabria, condividendo con voi la bellezza, le tradizioni e tutto ciò che questa terra ha da offrire.

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