Articolo di Francesco Marrapodi.
Locri. Che cos’è il Natale, se non un tempo sospeso tra leggenda, tradizione e realtà? Un momento in cui diventiamo più buoni, e sentiamo il bisogno di liberare l’anima dalle ombre che l’avvolgono. È l’istante in cui i cuori si incontrano nell’eremo delle coscienze per liberarsi dalle catene delle proprie povere idee, diventando più generosi e desiderosi di fare del bene. È il periodo in cui, celebrando la Natività di Nostro Signore, si riaccendono speranze sopite, si donano sorrisi, e, come nel caso che stiamo per raccontare, si regalano frammenti di amore a chi sta combattendo le battaglie più dure della vita.
VERO SPIRITO FILANTROPO
Ed è proprio con questo spirito, sospeso tra realtà e meraviglia, che si è consumato un piccolo grande miracolo. Una lodevole iniziativa che ha preso forma in uno dei luoghi più difficili della Locride: le corsie dell’Ospedale di Locri. Protagoniste tre donne di Bianco: Giovanna Pollifoni, Franca Chianesi e Tiziana. Guidate da nobili sentimenti e sani principi, hanno dato vita a un gesto filantropico capace di illuminare i cuori nel buio tempestoso della malattia. Queste eroine, sostenute da quanti hanno risposto al loro appello donando giocattoli e regali, hanno portato gioia ai bambini del reparto di Pediatria e conforto ai pazienti del reparto di Oncologia. Non si è trattato solo di doni materiali, ma di un atto di solidarietà autentico, capace di lasciare un segno profondo. È bastato un gesto semplice — eppure straordinario — per riaccendere sorrisi spenti, ricordando a chi soffre che non è solo, che qualcuno pensa a lui e che la speranza può ancora bussare alla porta del cuore.
MAMME NATALE
Indossati i panni di Babbo Natale, le due benefattrici hanno trasformato le corsie in luoghi di festa, stupore e commozione. Ma più che Babbi Natale, erano “Mamme Natale”: figure di protezione e tenerezza, capaci di portare calore umano dove la fragilità si mostra più evidente.
Un gesto silenzioso, insomma, che non fa clamore ma risuona forte nell’animo di chi lo riceve. Un piccolo grande miracolo, nato dall’amore e destinato a non essere dimenticato.