Vincenzo Guerrisi, di Polistena, presidente dell’Associazione culturale Domenico Rocco Guerrisi, studioso e ricercatore, dopo la monografia “Altanum. Polistena territorio degli Italo-Morgeti”, ha pubblicato per BookSprint Edizioni il volume “Re Italo e il Regno dei Morgeti. Papa Sant’Eusebio di Altanum, gli Altavilla dalla Piana di San Martino alla Sicilia, ai Cavalieri Templari”.
Un lavoro decennale, frutto di ricerche e studi approfonditi, che mette ordine alle poche notizie disponibili, riprendendo e sistematizzando contributi e informazioni di studiosi di storia. Il volume accompagna il lettore in un viaggio attraverso i popoli che conquistarono l’Italia: gli Enotri, gli Itali, i Siculi, i Sanniti, i Sabini, i Lucani, i Bruzi, gli Etruschi, i Fenici, i Liguri, i Veneti, i Romani, i Franchi, i Longobardi, fino ai Normanni.
La figura centrale del libro di Guerrisi è quella di Re Italo, che trasformò il popolo degli Enotri, inizialmente nomade, in una comunità di contadini e abili agricoltori. Da Re Italo, da cui prese nome l’Italia, nacque un Regno il cui centro era Morgezia, esteso su un vasto territorio calabrese fino alla Sicilia, dove sorse la città di Morgantina tra il 1250 e il 1184 a.C.
Il volume si distingue per l’attenzione riservata a figure storiche, castelli, chiese e famiglie illustri come gli Altavilla, gli Angiò e molte altre.
Un’altra figura centrale del libro di Vincenzo Guerrisi è Papa Eusebio (240–309 d.C.), noto come Sant’Eusebio, nato a Casignano (Altanum-Casignano), città vescovile non lontana da San Giorgio Morgeto. Divenne il 31° Vescovo di Roma e il suo pontificato si svolse durante l’impero di Massenzio.
Un lavoro arricchito da numerosi documenti storici, che aiuta a comprendere come, nel corso della storia, il Sud e la Piana abbiano ricoperto un ruolo fondamentale nel destino del popolo italico.
Si potrebbe affermare che il lavoro di Guerrisi dimostri come la Storia si sia fatta anche al Sud.
Giovedì 18 dicembre, alle ore 11.00, il saggio storico di Vincenzo Guerrisi sarà presentato a Palmi, presso la Casa della Cultura “Leonida Repaci”.
Articolo di Aldo Polisena
