Bianco, Continua l’odissea dei cittadini bianchesi per poter prelevare al BancoPosta

Articolo di Francesco Marrapodi

Questo è l’ennesimo atto d’accusa. L’ennesimo articolo che tenta, invano, di scuotere le coscienze e inchiodare alla vergogna l’ufficio postale della città di Bianco. A esso si somma la terza formale lettera di protesta da parte dell’amministrazione comunale indirizzata a Poste Italiane: l’ultima consegnata a mano dal sindaco negli uffici di Reggio Calabria, tra polemiche, tensioni e un’ennesima supplica accorata affinché si ponga fine a una situazione che ha superato da tempo il limite del tollerabile.

Eppure nulla.

Poste Italiane persevera nel silenzio assordante, fa orecchie da mercante, si trincera dietro l’indifferenza come fosse una strategia. Come se il disagio di un’intera comunità fosse un dettaglio trascurabile. Come se Bianco non esistesse sulle mappe della Repubblica.

ODISSEA LUNGO IL LITORALE IONICO PER POTER PRELEVARE POCHI SPICCIOLI 

Ieri ho avuto l’ennesima, umiliante conferma di questo abuso. Per riuscire a prelevare qualche banconota – non un favore, ma un diritto – ho dovuto affrontare una vera odissea contemporanea, degna di un racconto kafkiano: BancoPosta di Africo fuori servizio. Bovalino, stessa sorte. Ardore, ultimo approdo della speranza, dove ho dovuto alzare bandiera bianca davanti a una fila interminabile di oltre venti persone, stanche, rassegnate, tradite come me. Solo dopo chilometri di strada, attese estenuanti e frustrazione accumulata, l’impresa si è compiuta a Brancaleone. Un viaggio forzato lungo la costa per compiere un gesto elementare, come se fossimo cittadini di serie B, costretti a mendicare ciò che ci spetta. È questa l’idea di servizio pubblico di Poste Italiane? È questo il rispetto dovuto a una comunità che paga, attende, protesta e viene sistematicamente ignorata?

NON SI PARLA SOLO DI DISSERVIZI 

Qui non si parla più di disservizi occasionali. Qui si parla di abbandono, di disprezzo istituzionalizzato, di una popolazione lasciata sola, costretta a peregrinare come in un esilio forzato per accedere a un servizio essenziale.

E a questo punto il silenzio non è più una mancanza: è una colpa. E non è più tollerabile.

Pubblicato da Tele Montestella

Rete web televisiva della Vallata dello Stilaro con sede a Pazzano (RC). Tele Montestella arriva sui social 2010 diventando poi una pagina Facebook nell’aprile 2013 ma possiamo dire che l’idea e le prime iniziative di informazioni nascono 1982. Un giovane Antonio Russo, ora presidente dell’Associazione Radio Tele Montestella Web”, iniziò ad appassionarsi al mondo delle comunicazioni quando suo padre Ciccio Russo comprò la sua prima telecamera. Da lì inizio una ricca documentazione sulla Vallata dello Stilaro ed oltre, cimentandosi anche nella realizzazione di Radio arrivando a creare il primo canale televisivo Tele Montestella. Oggi la comunicazione si è spostata sui social, sono cambiati i mezzi ma l’obiettivo è uguale: informazione e valorizzazione della nostra Vallata dello Stilaro e di tutta la Calabria, condividendo con voi la bellezza, le tradizioni e tutto ciò che questa terra ha da offrire.

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