Bianco: Poste d’oro, cittadini in mutande, il paradosso del Postamat

Articolo di Francesco Marrapodi

Mentre a Piazza Affari si festeggia il decimo anniversario della quotazione di Poste Italiane — il colosso pubblico-privato che da 8 miliardi di capitalizzazione nel 2015 è passato a oltre 26 miliardi di euro — in alcuni centri del Sud si consuma un dramma silenzioso: i cittadini non possono accedere ai propri risparmi.
Accade a Bianco, in provincia di Reggio Calabria, dove da oltre sei mesi il Postamat è fuori uso. Un paradosso che sfiora l’assurdo: nel 2025, in piena era digitale, un intero paese è costretto a vivere come se il bancomat non fosse mai esistito.
Già tre mesi fa avevamo segnalato il problema, raccogliendo le voci di cittadini costretti a veri e propri pellegrinaggi nei paesi della costa ionica per riuscire a prelevare qualche contante. Da allora, nulla è cambiato.
Il sindaco di Bianco, Giovanni Versace, ha scritto più volte alla Direzione generale di Poste Italiane, l’ultima lettera solo pochi giorni fa, chiedendo un intervento urgente.

Finora, però, nessuna risposta. Mentre i vertici dell’azienda si celebrano tra flash e applausi, Bianco resta prigioniera di un disservizio che rappresenta un’Italia a due velocità: quella dei profitti miliardari e quella dei diritti negati. Un cittadino che non può accedere ai propri risparmi, è un cittadino privato di un suo diritto. E questo accade mentre Poste si presenta come modello di efficienza e innovazione. Se anche questo appello dovesse cadere nel vuoto, una commissione popolare, costituita per l’occasione, è pronta a rivolgersi agli organi di vigilanza e a promuovere una campagna mediatica nazionale. Si valutano anche mobilitazioni pacifiche per chiedere il ripristino immediato del servizio. Perché quando il denaro dei cittadini finanzia un impero che li abbandona, la pazienza diventa una forma di legittima rivendicazione.

Pubblicato da Tele Montestella

Rete web televisiva della Vallata dello Stilaro con sede a Pazzano (RC). Tele Montestella arriva sui social 2010 diventando poi una pagina Facebook nell’aprile 2013 ma possiamo dire che l’idea e le prime iniziative di informazioni nascono 1982. Un giovane Antonio Russo, ora presidente dell’Associazione Radio Tele Montestella Web”, iniziò ad appassionarsi al mondo delle comunicazioni quando suo padre Ciccio Russo comprò la sua prima telecamera. Da lì inizio una ricca documentazione sulla Vallata dello Stilaro ed oltre, cimentandosi anche nella realizzazione di Radio arrivando a creare il primo canale televisivo Tele Montestella. Oggi la comunicazione si è spostata sui social, sono cambiati i mezzi ma l’obiettivo è uguale: informazione e valorizzazione della nostra Vallata dello Stilaro e di tutta la Calabria, condividendo con voi la bellezza, le tradizioni e tutto ciò che questa terra ha da offrire.

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