Mancano pochissimi giorni all’arrivo del mese di ottobre, definito in campo oncologico “Mese Rosa”. Nacque nel lontano 1992, in America, la giusta e indovinata idea di dedicare questo mese alla prevenzione del tumore della mammella, partendo da una massiccia campagna di informazione per sensibilizzare e invitare le donne a sottoporsi a screening e diagnosi precoci gratuiti.
Per questo, nel mese di ottobre, in tutto il mondo vengono organizzate iniziative ed eventi informativi e preventivi, convinti che solo con la prevenzione si possano almeno limitare le cause di morte per tumore.
Anche il reparto di oncologia dell’ospedale di Locri, guidato con grande impegno e competenza dalla dottoressa Fabiola Rizzuto, già con largo anticipo si sta prodigando per informare più donne possibili sugli eventi organizzati nel prossimo mese di ottobre.
I giorni 10 e 11 ottobre saranno dedicati a convegni scientifici con la presenza di illustri oncologi regionali e nazionali, mentre il 19 ottobre si terrà una giornata straordinaria dedicata allo screening e alla diagnosi precoce.
La dottoressa Rizzuto, da appena un anno responsabile del delicato reparto di oncologia dell’ospedale di Locri, in preparazione agli impegni di ottobre sta utilizzando ogni mezzo divulgativo e informativo per attirare una maggiore utenza. È molto interessante ascoltare la sua intervista di qualche giorno fa a Telemia, dove, tra l’altro, ha fatto un bilancio di questo suo primo anno a Locri, puntualizzando che con questo sarà il terzo evento organizzato in così poco tempo.
Certamente da sola non avrebbe potuto realizzare gli importanti eventi in programma e, per questo, ha voluto ringraziare tutti i suoi collaboratori, a partire dal dottor Macrì – direttore SOC Ginecologia – e dal dottor Versace – SOC Radiologia – che dedicheranno la giornata del 19 ottobre a sedute straordinarie di screening per il cancro della cervice e della mammella.
Nell’occasione saranno distribuiti, come già fatto a giugno, kit per la ricerca del sangue occulto nelle feci. L’intervista è stata utile, tra l’altro, per ringraziare tutti i colleghi e il personale ospedaliero che collaborano affinché, insieme, si possano offrire servizi e risposte concrete ai malati.
Articolo di Mario Murdolo