BOVALINO (RC) – Un appello che scuote e interpella tutta la comunità arriva da una madre di Bovalino, che ha deciso di denunciare pubblicamente la situazione vissuta dalla figlia all’interno della scuola media. La ragazzina, secondo quanto raccontato, sarebbe da oltre un anno vittima di episodi di bullismo: insulti, esclusione dai compagni, atteggiamenti vessatori che hanno finito per minare la sua serenità e il suo benessere quotidiano.
“Risposte solo di circostanza”
La madre, esasperata, ha spiegato di essersi rivolta più volte alla scuola per chiedere un intervento, ma senza ottenere risultati concreti. “Monitoriamo, sono cose da ragazzi” – queste, secondo la donna, le uniche risposte ricevute dal corpo docente e dalla dirigenza. Nel frattempo la figlia continuava a tornare a casa in lacrime, sempre più isolata e fragile.
“Il bullismo non è una fase di crescita, non è un gioco: il bullismo è violenza”, ha dichiarato la madre, sottolineando come la sua denuncia non sia solo per la figlia, ma per tutti i ragazzi che vivono situazioni simili. L’appello è chiaro: scuole, istituzioni e famiglie devono collaborare per mettere in campo strumenti efficaci di prevenzione e protezione.
Il fenomeno del bullismo continua a rappresentare un’emergenza sociale in Italia. Secondo i dati più recenti dell’Istat, circa un ragazzo su due tra gli 11 e i 17 anni ha subito episodi di bullismo, verbale o fisico. Le conseguenze possono essere gravi: isolamento, calo nel rendimento scolastico, fino a disturbi psicologici duraturi.
La madre di Bovalino, con il suo gesto, ha trasformato un dolore privato in un grido pubblico:
Ascoltare le denunce delle famiglie. Pretendere risposte concrete dalle scuole. Proteggere i minori da ogni forma di violenza.
Ogni giorno senza interventi – è il monito che arriva da questa vicenda – è un giorno in più in cui chi compie atti di bullismo si sente legittimato a continuare.
La comunità di Bovalino e non solo è ora chiamata a non voltarsi dall’altra parte.