Articolo di Francesco Marrapodi.
Roma – Palazzo Valentini, 16/09/2025.
Nella cornice maestosa e suggestiva di Palazzo Valentini, che ha ospitato il Premio Internazionale San Giovanni Paolo II, tra i premiati c’era anche l’artista e presidente fondatrice dell’associazione Art Global, la cosentina Angiolina Marchese, testimone di bellezza e di impegno universale.
In un anno giubilare che segna i grandi passaggi della storia, il Premio Internazionale San Giovanni Paolo II — onorificenza di rarità inestimabile — è stato conferito dunque anche a una donna che incarna, nella vita e nell’arte, l’essenza più profonda dell’umano: artista idealista ed eccellente figlia della Calabria.
È un premio che verrà assegnato nuovamente tra venticinque anni almeno, a testimonianza del suo stesso carattere epocale. Un riconoscimento unico insomma. Universale.
Tale riconoscimento è stato consegnato ad Angiolina Marchese direttamente dalle mani del Presidente.
“Con grande soddisfazione e orgoglio ringrazio di cuore l’organizzatore giornalista Nino Capobianco che mi ha conferito questo premio così prestigioso, frutto del mio impegno artistico-culturale” ha dichiarato emozionata Angiolina Marchese. “Sono grata, inoltre, all’amico e Presidente SVIMAR Giacomo Rosa che da tempo mi ha coinvolto, in qualità di associazione, nella sua attività a favore dello sviluppo delle Aree Interne del nostro Sud. Dedico con grande affetto tale trofeo, a me intitolato, all’indimenticabile San Giovanni Paolo II, a quanti da anni credono nella mia determinazione e nel mio impegno profuso incessantemente per la divulgazione dell’arte. Grazie Nino”
Nata a Diamante, angolo incantato della Calabria, Angiolina Marchese è una forza creativa che ha portato nel mondo il battito del Sud. La sua arte è corpo e respiro, carne e spirito. I suoi colori non dipingono solo tele, ma accendono coscienze. Le sue forme non si limitano alla bellezza: sono denuncia, rinascita, carezza e grido al tempo stesso. In ogni sua opera, in ogni sua iniziativa artistica e culturale, c’è un inno alla vita, una preghiera per l’umanità ferita, un invito a riscoprire ciò che di sacro ancora pulsa nel cuore degli uomini.
Come Presidente e fondatrice di Art Global, associazione artistico-culturale di respiro internazionale, ha dato forma a un nuovo paradigma di arte: non come fine, ma come mezzo; non come lusso, ma come urgenza morale. L’arte, per Angiolina, è una responsabilità. È impegno. È resistenza e atto d’amore.
Con il sostegno illuminato di figure come l’ex Sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, e insieme a menti affini come Rosanna Vetturini sua collaboratrice, Angiolina ha promosso iniziative che hanno attraversato confini e cuori, trasformando gallerie in altari civili, mostre in atti di giustizia.
Angiolina non è solo un’artista: è una voce per i senza voce, un volto per chi è stato dimenticato. Le sue opere parlano la lingua dell’anima e portano dentro di sé la memoria soprattutto di un Sud che non si arrende, che resiste, che sogna. Membro dell’XI Commissione del Senato della Repubblica Italiana, lavora con passione per le aree fragili, per le isole minori, per il Mezzogiorno che reclama giustizia. La sua missione è chiara: usare la forza generatrice dell’arte per costruire ponti, ricucire ferite, ridare dignità. E ci riesce. Con grazia, con fermezza, con un ardore che lascia il segno.
Oggi, il Premio Internazionale San Giovanni Paolo II riconosce tutto questo. Riconosce in Angiolina Marchese non solo una Maestra d’Arte, ma una testimone della speranza, una guerriera della luce, architetto dell’umanità. In un tempo che ha bisogno disperato di verità, bellezza e compassione, la sua figura si staglia come simbolo di ciò che l’arte può e deve essere: un atto d’amore radicale verso il mondo.
