Bivongi – Bentivoglio Zurzolo e le sue poesie

Nell’accogliente e suggestiva piazzetta Vittorio Emanuele, davanti a numerosi e interessati cittadini, ieri sera si è svolta la presentazione di un libro di poesie del nostro compaesano Bentivoglio Zurzolo, dal titolo Cuore nostalgico.

L’evento ha avuto una forte componente emotiva per l’autore, che ritorna quasi ogni anno al suo paese natio, Bivongi. Sicuramente il titolo di quest’ultima opera è significativo e non è per niente casuale. Bentivoglio spiega infatti che la nostalgia per la sua terra d’origine, pur essendo vissuto 68 anni in Argentina, è stata il motore e lo stimolo per questo scritto.

Nei suoi versi convivono il dialetto calabrese e la lingua italiana, generando immagini che trasportano il lettore nelle case, nelle strade e nei paesaggi di Bivongi, richiamando sentimenti e sensazioni di chi è stato costretto a lasciare il paese natio per cercare lavoro e fortuna in terra straniera. I suoi primi scritti letterari nascono dalla documentazione dei discorsi nell’ambito del Centro Culturale Bivongesi. Nonostante i suoi 86 anni, Bentivoglio mantiene un’attività creativa costante.

È stata Maria Antonietta Zurzolo, nella duplice veste di vicesindaco e presidente della Cooperativa Sociale Coras, a fare gli onori di casa, ringraziando affettuosamente il poeta sia per averci deliziato e commosso con le sue veritiere poesie, sia per aver deciso – per il secondo anno consecutivo – di devolvere il ricavato della vendita delle sue opere a favore della Cooperativa Coras. Un gesto encomiabile, da imitare, poiché questo sodalizio rappresenta uno strumento importante e ammirevole per il recupero di persone svantaggiate, emarginate e in difficoltà.

Ormai viaggiano “in coppia”: anche ieri sera, infatti, gradito ospite dell’evento culturale è stato l’editore, nonché poeta e scrittore, Leonardo Ancona. Dopo essersi dichiarato onorato e felice di essere stato invitato di nuovo a Bivongi, ha svolto il ruolo di moderatore, rendendo più fluida e approfondita la spiegazione delle poesie.

Bentivoglio, emigrato in Argentina a soli 18 anni, nelle sue poesie non parla solo della propria esperienza di giovane che lascia il paese natio – dove aveva già piantato radici con la scuola, le amicizie, i parenti e qualche primo amore – ma affronta con saggezza e genialità il dramma di moltissimi nostri conterranei costretti a raggiungere terre sconosciute, con tutte le difficoltà legate alla lingua e all’inserimento in un nuovo tessuto sociale.

L’amico Ancona, nel suo lavoro di editore, si è più volte soffermato sulla bontà dei versi di Bentivoglio, dichiarandosi sorpreso dalla loro intensità e riconoscendo in essi parole dettate dal cuore.

A La Plata, Bentivoglio si è sempre distinto nel settore della cultura e del volontariato. Persino in teatro è stata rappresentata una sua opera, dal titolo L’Emigrante. Molto intensa e continua è stata ed è la sua attività per arricchire le iniziative culturali e didattiche del Centro Culturale Bivongesi.

Ieri sera la sua commozione è salita quando, durante la lettura di alcune poesie, si è ritrovato a ricordare la casa natia che si affacciava proprio alle sue spalle.

Tutte le sue poesie sono belle, ma sicuramente quella che più di tutte sintetizza il dolore, l’ansia e la sofferenza degli emigranti è proprio L’Emigrante. In essa l’autore esprime tutta la sua genialità e sensibilità, distinguendo le diverse sensazioni e conseguenze vissute rispettivamente dal bambino, dall’adolescente, dall’adulto e dall’anziano.

Molto importante è anche il ruolo della Madonna Mamma Nostra, punto di riferimento vitale e incoraggiante per tutti gli emigrati bivongesi, che nei festeggiamenti riesce a unire e coinvolgere compaesani e non.

Bentivoglio emigrò nel 1957 per ricongiungersi al padre, partito già nel 1948. Anche in campo lavorativo si è distinto per diligenza e capacità: da semplice operaio arrivò a diventare presidente della stessa cooperativa in cui lavorava, nonché vicepresidente del movimento cooperativistico argentino.

Pur con la nostalgia sempre viva per Bivongi, tornò la prima volta nel 1965, poi nel 1981 con l’intera famiglia, e successivamente nel 1999, 2004, 2005, 2007, 2019, 2020 e 2024.

Al di là della bravura letteraria, credo che l’amico Bentivoglio Zurzolo incarni l’essenza e le caratteristiche del tipico bivongese: nonostante le difficoltà comuni a chi è costretto ad emigrare, si può definire l’emblema del bivongese laborioso, socievole e custode delle più belle e nobili tradizioni che ci contraddistinguono nel mondo.

A conclusione della piacevole e importante serata, anche il nostro parroco don Enzo Chiodo ha voluto esprimere sentimenti di stima e gratitudine per la brillante opera letteraria che, con grande maestria e sensibilità, Bentivoglio ci ha donato, regalando emozioni e commozione.

Buona festa, Bentivoglio, e arrivederci al prossimo anno.

Da parte mia non finirò mai di ringraziarti per la calorosa e affettuosa accoglienza che riservasti a me e a mia moglie durante la nostra visita a La Plata.

Articolo di Mario Murdolo

Pubblicato da Tele Montestella

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