Dopo due anni di fermo, dovuto a problemi organizzativi e tecnici, l’Associazione culturale teatrale Dietro le quinte di Bivongi si è ripresentata al pubblico con una bellissima e significativa opera dal titolo Tutta colpa della luna di maggio.
Lo scorso mese di marzo l’importante sodalizio bivongese aveva provveduto al rinnovo delle cariche sociali e Grazia Zaffino, attuale sindaco, presidente per ben 12 anni, ha ceduto il posto all’architetto Giorgio Metastasio, stasera anche attore. Vicepresidente è stata riconfermata l’instancabile Antonella Simonetti, coadiuvata da Giovanni Battista Micelotta, segretario e tesoriere. A completare il quadro i soci Mario Tisano e Diego Bucchino.
Non poteva mancare la riconferma del direttore artistico, regista e attore Pino Sorgiovanni che, come sempre, ha deliziato il numeroso pubblico presente nel suggestivo e meraviglioso scenario della villa comunale, mettendo in scena, in modo veramente spettacolare e professionale, una brillante commedia dal titolo Tutta colpa della luna di maggio.
È stato ovviamente Pino Sorgiovanni, leader artistico, a spiegare i motivi della temporanea sosta, ora ripresa con tanto impegno e grande entusiasmo. E proprio per ripresentarsi in scena in modo più credibile, apprezzabile e convincente, egli si è dedicato a una approfondita e minuziosa ricerca culminata nella scelta di un copione molto bello e significativo. Con l’interpretazione dei vari attori protagonisti, davvero da veri ed affermati artisti, sono stati numerosi i momenti di plauso e grande ovazione.
I vari brani della recita, molto ironici e comici, nello stesso tempo invitavano gli spettatori a una giusta e importante riflessione. Il tema affrontato era infatti di grande attualità: il dramma di una giovanissima ragazza, costretta a vivere in un piccolo paese che non le offriva alcuna prospettiva di un futuro migliore. Come tante sue coetanee, viene attratta e illusa da falsi e pericolosi tranelli che, invece di regalarle una vita onesta e pura, la spingono sulla strada della perdizione: in questo caso la maledetta strada della prostituzione, attraverso il miraggio del cinema, anch’esso sporco e inaccettabile.
Di fronte a tanta bravura mi sento di dire che, dopo i tanti sacrifici da voi sostenuti, mi sembra riduttivo proporre una sola rappresentazione. Mi permetto quindi di suggerirvi di portare l’opera anche in altri luoghi e teatri.
Articolo di Mario Murdolo