Si sono concluse a Stilo le straordinarie celebrazioni religiose e civili in onore della Madonna Assunta in Cielo (15 agosto), di San Rocco (16 agosto) e del glorioso San Giorgio, patrono e cuore spirituale della nostra amata comunità. Tre appuntamenti di fede e tradizione che hanno trasformato il paese in un abbraccio collettivo di emozione, musica, preghiera e partecipazione popolare.
UN COMITATO, UN PARROCO, UNA COMUNITÀ.
Il motore instancabile di questa intensa settimana di festa è stato, ancora una volta, il Comitato Feste di Stilo, sostenuto con dedizione, amore e guida spirituale da Don Giovanni Coniglio, il nostro amato Parroco.
Insieme, hanno affrontato ogni sfida con passione e coraggio, a partire dalle difficoltà causate dal maltempo del 16 agosto, proprio nel giorno della festa di San Rocco, che ha impedito lo svolgimento della processione.
Ma nemmeno la pioggia ha potuto fermare la forza della fede: l’impegno del Comitato, la resilienza dei volontari e l’energia di Don Giovanni hanno reso possibile un programma che ha toccato il cuore di tutti.
Essere parte del Comitato non è solo un compito organizzativo: è un servizio d’amore, un gesto di fede vissuta e una testimonianza di appartenenza alla comunità.
15 AGOSTO – LA FESTA DELL’ASSUNTA IN CIELO Il cammino di festa è iniziato il 15 agosto con la solennità della Madonna Assunta in Cielo, celebrata con una sentita partecipazione popolare. Le celebrazioni liturgiche, la solenne processione mariana e i momenti di preghiera hanno reso omaggio a Maria, Madre Celeste e simbolo di speranza per tutto il popolo stinese.
Le vie del centro storico si sono riempite di devozione e bellezza, in un clima di raccoglimento e festa che ha toccato profondamente i cuori.
16 AGOSTO – LA FEDE PIÙ FORTE DELLA PIOGGIA Il giorno dopo, in occasione della festa di San Rocco, il maltempo ha impedito lo svolgimento della tanto attesa processione. Ma la comunità non si è arresa: la chiesa si è riempita di fedeli per onorare il Santo taumaturgo con la preghiera, il canto e la presenza viva di un popolo unito, che ha saputo trasformare la delusione in speranza e gratitudine.
UN GESTO CHE HA COMMOSSO TUTTI. Ed è proprio durante la processione solenne di San Giorgio, qualche giorno dopo, che si è vissuto uno dei momenti più profondi e simbolici dell’intera festa.
All’altezza della Chiesa di San Francesco, dove San Rocco era ancora esposto ai fedeli, Don Giovanni ha compiuto un gesto di straordinaria sensibilità e forza spirituale: ha fatto uscire entrambi i Santi, San Giorgio e San Rocco, per salutare insieme la folla.
Un gesto potente, che ha unito Cielo e Terra, tradizione e devozione, passato e presente.
I due Santi, portati lungo Viale Roma, sono stati accompagnati da applausi, lacrime, canti e preghiere: un abbraccio spirituale collettivo, una benedizione sul popolo di Stilo, che ha risposto con il cuore aperto e gli occhi lucidi.
LA SERATA FINALE – IL CIELO DANZAVA SOPRA STILO. La festa si è conclusa con una serata da sogno. Il concerto di musica leggera ha attirato una folla impressionante: le piazze e le vie traboccavano di sorrisi, colori, emozioni condivise.
E poi, lo spettacolo tanto atteso: i Super Fuochi Pirotecnici, che per oltre 20 minuti hanno acceso il cielo con esplosioni di luce e colore, lasciando tutti senza parole.
“Sembrava il cielo stesso danzasse sopra di noi!”
“Una chiusura che ha fatto venire la pelle d’oca!”
“Ogni anno superano sé stessi!”
IL BALLO DEL CIUCCIO – SORRISI E TRADIZIONE A chiudere la serata, il tradizionale e amatissimo Ballo del Ciuccio, un momento di folklore e allegria che unisce generazioni e racconta, con semplicità, l’anima genuina e festosa del nostro paese.
GRAZIE STILO! GRAZIE COMITATO! GRAZIE DON GIOVANNI! Un grazie di cuore a tutti:
al Comitato Feste, per l’impegno instancabile e il servizio silenzioso ma fondamentale;
a Don Giovanni Coniglio, guida spirituale, mente organizzativa e cuore pulsante della comunità;
a tutti i cittadini, devoti, volontari, autorità, musicisti, artisti e tecnici che hanno reso possibile ogni momento;
a chi ha creduto, partecipato, pregato, cantato e vissuto questa festa come un dono.
Perché una festa così non nasce dal caso, ma da una sola forza: l’Amore.
Articolo di Luigi Stillitano