Non hanno dovuto pensarci due volte i giovani volontari della Pro Loco, trentanove anni fa, per ideare e realizzare l’importante appuntamento annuale del 13 agosto denominato Sagra del Vino. Non poteva essere diversamente, dato che Bivongi è il paese del vino per antonomasia, visto che qui si coltiva la vite fin dai tempi remoti della Magna Grecia.
I nostri antenati, sfruttando un ambiente dal clima favorevole, si dedicarono da sempre alla produzione del vino, che rappresentò per tutti una fondamentale fonte di ricchezza. Mi ricordo, da bambino, i filari di muli e di asini che trasportavano il dolce e prezioso nettare nei cosiddetti varidi fino ai tradizionali e particolari palmenti.
In quel tempo non c’era abitazione che non avesse al piano terra un catojo, che veniva utilizzato sia per la lavorazione e trasformazione dell’uva in vino, sia come fresco rifugio e deposito delle enormi botti.
Il già rinomato e apprezzato vino di Bivongi acquistò un maggiore valore e importanza quando i numerosi produttori decisero, con grande genialità, di riunirsi in cooperativa sociale, e ancor di più con il meritato e sacrosanto riconoscimento di vino DOC.
Da qualche tempo la Cantina Sociale ha cambiato nome e gestione, diventando Cantina Enopolis, e grazie all’impegno di validi e motivati imprenditori guidati dal dinamico presidente Ernesto Riggio, ha fatto sì che il nostro nettare sia presente nei più importanti supermercati e ristoranti.
Nel mio piccolo, assieme al compianto e carissimo amico Enzo Riggio, ho contribuito alla promozione e alla vendita del vino di Bivongi con una fiorente attività commerciale del nostro prodotto tramite vendita ambulante porta a porta a Reggio Calabria e provincia. E, se non bastasse, sono stato io a portare il rosso e inebriante liquido all’interno dello stand della Provincia di Reggio Calabria nell’ambito del più grande salone gastronomico del mondo: il Salone del Gusto a Torino.
Ed altre due volte mi sento orgoglioso di essere stato presente sotto i portici di via Po a Torino, dove ho affiancato il nostro rinomato e ottimo vino ad altri prelibati prodotti tipici del nostro paese.
Certamente l’annuale Sagra del Vino, affiancata alle tantissime altre attività promozionali, contribuisce a competere molto bene in un mercato estremamente agguerrito, dove per riuscire ad emergere la lotta è dura e competitiva.
Come sempre, anche la trentanovesima edizione si è confermata assai partecipata e apprezzata.
Ricordando che, per mantenere alto il valore del nostro DOC, diamo appuntamento a tutti alla Festa di San Martino, l’11 novembre, anch’essa molto apprezzata e seguita dai tantissimi cultori e amatori del nettare di Bacco.
Articolo di Mario Murdolo