Il piccolo borgo calabrese di Riace si è unito in un gesto di profonda umanità con la città di Gaza: un “gemellaggio simbolico”, un patto che vuole scuotere le coscienze e spezzare il velo dell’indifferenza politica. È un atto che unisce memoria, condivisione e partecipazione civile, sottolineando l’urgenza di risposte concrete ai drammi globali.
L’iniziativa nasce dal cuore della comunità, rappresentata da Mimmo Lucano ed un’attivista palestinese: una donna che ha perso un figlio, una voce che parla da Gaza direttamente al contesto italiano. Il patto con Gaza diventa così un legame personalissimo e collettivo, volto a far emergere storie condivise di sofferenza e resistenza.

Secondo Lucano, questo gemellaggio rappresenta un ponte tra due realtà che, pur separate da chilometri e contesti diversi, condividono le stesse sfide: dall’esilio alla rivendicazione di dignità. Un gesto di vicinanza che supera la politica dei confini, scegliendo invece la narrazione diretta delle persone coinvolte.
L’adesione di Riace non è solo simbolica, ma rappresenta una scelta identitaria: rifiuta l’indifferenza delle istituzioni e rilancia un modello di comunità che accoglie, riconosce e partecipa. Il progetto ambisce a ispirare decisioni politiche basate su memoria storica, solidarietà e umanità condivisa .
In breve, Riace riafferma il suo ruolo come laboratorio civico: un luogo dove il dialogo interculturale diventa prassi, dove il dolore e la speranza di un popolo affacciato sul Mediterraneo trovano ascolto e solidarietà attiva.
