PREMIO GIOACCHINO DA FIORE A COSIMO SFRAMELI E AMERICO DELLA VALLE 

Il Premio gratifica quanti testimoniano quotidianamente uno spiccato slancio altruistico che, nell’attuale alienante contesto storico-sociale, costituisce una singolare testimonianza di ideali e di valori che ripercorrono il cammino di tanti coraggiosi italiani scomparsi. Lungo la Costa tirrenica, definita da Platone “Costa Viola”, nel magico “Lido del Finanziere” di Scilla, meta anche di personalità militari e istituzionali, ha avuto luogo la cerimonia della consegna del premio “Gioacchino da Fiore” – il Monaco che, dell’Ordine di Sion, vinse l’Apocalisse – adesso alla sua I edizione 2025. Non a caso in Calabria, secondo Wolfram von Eschenbach, autore di “Parzival”, il luogo della rivelazione del Graal fu a Pietra Cappa, in Aspromonte, nel territorio di San Luca,e la leggenda cavalleresca di Lancillotto e del Graal fu ispirata ai principi del “Vangelo Eterno” di Gioacchino. Il riconoscimento, ideato e promosso dal Gran priorato Gioacchino da Fiore  Accademia delle Calabrie, rappresentato dal Gran Priore Rinaldo Palumbo, è stato conferito al Capitano Cosimo Sframeli e al S. Tenente Americo Della Valle, rispettivamente presidente e vicepresidente del Nastro Verde Calabria (decorati di medaglia d’oro mauriziana), che hanno impegnato e testimoniato, con l’onore e disciplina e fedeltà, la propria vita al servizio dello Stato,distinguendosi per abnegazione e spirito di sacrificio, anche a costo di perdere la propria vita, in azioni meritorie di solidarietà e di concreto impegno a tutela del bene comune. Le motivazioni sono state declamate dal Gran oratore Pierpaolo Correale e dal Gran araldo Roberto Polimeni. Esaltato, quindi, il loro valore ecoraggio nella continua lotta alla criminalità organizzata di tipo ‘ndranghetistico e comune per la legalità e la giustizia, a difesa della libertà. Senza passato non c’è identità. Coinvolti e trascinati nei problemi della tormentata società, al contrario dei qualunquisti di professione, contro l’indifferenza dilagante, in silenzio, si compiono gesta considerate miracolose, alimentando le aspettative di potere liberare la collettività dalle angosce che l’affliggono. Il Priorato dell’Accademia delle Calabrie Gioacchino da Fiore, ha assicurato di continuare a tenere accesa la fiaccola della lotta contro il male, sventolando in alto la bandiera del riscatto per la fede in Cristo, nel più ampio contesto della realtà nazionale e internazionale, con l’intento che questa società non sia ridotta a un cumulo di macerie.

Articolo di Cosimo Sframeli

 

Pubblicato da Tele Montestella

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