Riapriranno le miniere di molibdeno a Bivongi?

Sono tanti i convegni che si tengono nei paesi della Vallata dello Stilaro, specialmente a Bivongi e Pazzano. Durante questi incontri, oltre a rievocare i gloriosi periodi storici che videro i nostri paesi ricchi di importanti e preziosi giacimenti minerari — veri simboli di lustro e primato — si ricorda soprattutto come tali risorse abbiano rappresentato, nel passato, una fondamentale fonte di ricchezza e occupazione per l’intero territorio.

Risuona forte la nostalgia — e direi anche un certo raccapriccio — per quel luminoso e invidiabile passato, tanto da spingere anche il bravissimo cantautore napoletano Eugenio Bennato a descrivere, con pochi ma intensi versi, il fenomeno delle miniere: dal loro massimo splendore fino all’amaro e immeritato epilogo della fabbrica d’armi di Mongiana, che fu il luogo più giusto e fruttuoso per l’utilizzo dei nostri minerali.

Ho scritto questo intervento con piacere e con la giusta speranza, perché forse oggi esiste una possibilità concreta di vedere riaperte le nostre miracolose e redditizie miniere, che ci hanno resi noti per la produzione di un raro e meraviglioso metallo: il molibdeno. Bivongi, in particolare, è stato al terzo posto in Italia per produzione, dopo la Sardegna e il Trentino, come dimostrato da fonti ufficiali e testi scolastici di scienze.

Questa speranza nasce da un recente provvedimento del governo, per iniziativa del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, che ha stanziato 3,5 milioni di euro per 14 progetti di ricerca ed esplorazione in alcune zone d’Italia in cui esistono vecchi giacimenti dismessi. L’obiettivo è effettuare analisi non invasive per capire se, in territori come il nostro, sopravvivano ancora giacimenti economicamente sfruttabili.

Conoscendo la storia delle nostre miniere, e le alterne vicende che le hanno caratterizzate — luminose all’inizio, ma concluse ingiustamente — ritengo che un barlume di speranza ci sia. E vi spiego perché: la società mineraria Breda, che nel dopoguerra era incaricata dell’estrazione dei minerali a Bivongi, non cessò le attività per mancanza di risorse, ma per effetto di un provvedimento anacronistico, antimeridionalista e profondamente ingiusto del Ministero del Commercio e dell’Industria del tempo.

Sono certo che il nostro sindaco, Grazia Zaffino, insieme agli amministratori della Città Metropolitana e della Regione Calabria, sapranno cogliere al meglio questa importante opportunità. Essa potrebbe, come già accaduto in passato, diventare fonte di grande ricchezza, nuova occupazione e contribuire a mantenere vivo il nostro primato tra i produttori italiani di molibdeno.

Articolo di Mario Murdolo

Pubblicato da Tele Montestella

Rete web televisiva della Vallata dello Stilaro con sede a Pazzano (RC). Tele Montestella arriva sui social 2010 diventando poi una pagina Facebook nell’aprile 2013 ma possiamo dire che l’idea e le prime iniziative di informazioni nascono 1982. Un giovane Antonio Russo, ora presidente dell’Associazione Radio Tele Montestella Web”, iniziò ad appassionarsi al mondo delle comunicazioni quando suo padre Ciccio Russo comprò la sua prima telecamera. Da lì inizio una ricca documentazione sulla Vallata dello Stilaro ed oltre, cimentandosi anche nella realizzazione di Radio arrivando a creare il primo canale televisivo Tele Montestella. Oggi la comunicazione si è spostata sui social, sono cambiati i mezzi ma l’obiettivo è uguale: informazione e valorizzazione della nostra Vallata dello Stilaro e di tutta la Calabria, condividendo con voi la bellezza, le tradizioni e tutto ciò che questa terra ha da offrire.

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