Intervista a Roberto Nisticò – Professore ordinario di Politica Economica presso l’Università di Napoli Federico II, Research Fellow presso il Centre for Studies in Economics and Finance (CSEF) di Napoli e l’IZA Institute of Labor Economics di Bonn (Germania).
In cosa consiste il Badolato Labour & Organization Workshop?
Il BLOW è un convegno accademico internazionale dedicato all’economia del lavoro e all’organizzazione delle imprese. È promosso dal Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche (DiSES) dell’Università di Napoli Federico II, in collaborazione con il CSEF e con il patrocinio del Comune di Badolato. L’obiettivo principale è creare un momento di confronto scientifico in un contesto unico come Badolato Borgo, uno dei Borghi più belli d’Italia. Il workshop riunisce studiosi italiani e stranieri per discutere temi cruciali come le riforme del mercato del lavoro, l’efficacia delle istituzioni e il loro impatto su imprese e famiglie.
Chi ha organizzato l’edizione di quest’anno?
L’edizione 2025, svoltasi dal 10 al 12 luglio nella splendida cornice di Palazzo Gallelli, è stata coordinata da me insieme al professor Tommaso Oliviero. Il comitato organizzatore ha incluso anche i dottori Antonio Genovese, Lorenzo Incoronato e Guerino Nisticò, e le dottoresse Stefania Maddaluno, Sara Moccia e Tiziana Venittelli. Il convegno è stato reso possibile grazie al sostegno finanziario del progetto “Dipartimento di Eccellenza” del DiSES (2023-2027) e di diversi progetti PRIN attivi presso il Dipartimento, grazie anche supporto istituzionale del Comune di Badolato oggi amministrato da una Commissione Straordinaria.
Quali tematiche sono state affrontate durante il convegno?
L’edizione 2025 ha proposto un programma ricco e attuale. Tra i temi affrontati figurano i divari di genere nel mercato del lavoro, le disuguaglianze di reddito e il ruolo del progresso tecnologico, l’impatto dello smart working sulle traiettorie professionali, e l’efficacia delle attività di mentoring nei risultati accademici degli studenti. Non sono mancati approfondimenti sul contributo economico e sociale dei centri di accoglienza nei territori che li ospitano, così come sul nesso tra le distorsioni del mercato del lavoro e la produttività delle imprese.
Chi sono stati i relatori principali?
Abbiamo avuto l’onore di ospitare “keynote speakers” di prestigio internazionale:il professor Christian Dustmann della University College London; il professor Raymond Fisman della Boston University; ela professoressa Maria De Paola dell’Università della Calabria e dirigente presso la Direzione Generale di Studi e Ricerche dell’INPS. A questi si sono aggiunti studiosi provenienti da università di eccellenza come Yale (Stati Uniti), Cornell(Stati Uniti), LSE (Regno Unito), HEC Montréal (Canada), HEC Lausanne (Svizzera), USI Lugano (Svizzera), CREST-ENSAE (Francia), Erasmus Rotterdam (Olanda), Universidad de Alicante (Spagna), e da istituzioni italiane come la Banca d’Italia, l’Università di Torino, Milano, Napoli Federico II, Napoli Parthenope, Catania, e Calabria.
Oltre all’attività scientifica, cosa ha caratterizzato questa edizione?
Uno degli elementi distintivi del BLOW è l’integrazione tra momenti accademici e valorizzazione del territorio. Oltre alle sessioni di lavoro, i partecipanti – circa 50, molti dei quali accompagnati dalle famiglie – hanno preso parte a tour guidati nel centro storico, visite culturali, tra cui quella alla casa-studio dell’artista Roberto Giglio, degustazioni nei tradizionali catoja, cene tipiche nei ristoranti del borgo e momenti di relax sulle spiagge di Badolato Marina. Questo mix di alta formazione e accoglienza rende il BLOW un’esperienza unica, capace di coniugare ricerca e cultura locale in maniera originale e coinvolgente.