Sono passati 9 anni, sono morte 23 persone.
12 LUGLIO 2025 ANNIVERSARIO DELLA TRAGEDIA. Io Anna Aloysi, sorella di MARIA che perse la vita nel disastro ferroviario del 12 luglio 2016 e presidente dell’associazione Anna Aloysi Incidente Ferroviario Andria-Corato 12 luglio 2016, ricordo il dolore che ancora provo, sembra che il tempo non sia mai passato.
23 persone sono state strappate all’affetto dei loro cari, colpevoli di essersi trovate nel posto sbagliato. Nove anni da quando la mia vita di ha dovuto subire una immane privazione, venendo stravolta, lasciando un segno indelebile.
Ciò che è capitato a mia sorella nel disastro ferroviario sarebbe potuto capitare ad ognuno di noi. Quel mezzo che rappresenta la libertà improvvisamente è diventato una trappola. Associazione Anna Aloysi Incidente ferroviario Andria-CORATO 12 chiede giustizia per la sorella, i pendolari e i viaggiatori di tutta Italia che chiedono di potersi spostare in sicurezza.


Avevo promesso a chi della tragedia del 12 luglio ha pagato il prezzo più alto che a ricordare le vittime e quel giorno non sarebbero state solo le targhe e i fiori Il 12 luglio del 2016 sulla tratta ferroviaria Andria – Corato, perdeva la vita mia sorella Maria Aloysi e insieme a lei altre 22 persone vittime di un tragico destino, che, ad oggi, dopo tanti, non è stata ancora fatta chiarezza su che cosa sia successo quella terribile mattina e su chi siano i colpevoli. La mattina del 12 luglio 2016 mia sorella Maria era su quel maledetto. Lei quel treno lo prendeva spesso, per andare a trovare il caro padre, che viveva ad Andria, anziano e solo, e che aveva bisogno di assistenza,morto anch’egli di crepacuore. Quella fu l’ultima volta che prese quel maledetto treno,perché alle 11 circa ci fu lo scontro fra i due treni. Maria era una persona semplice, solare e piena di vita, amava sua sorella e si prendeva cura del suo caro e vecchio padre, con il quale lei era molto premurosa e attenta e aveva un rapporto speciale Una persona semplice era mia sorella Maria, e dedicava anima e corpo agli altri. Da quando mia sorella Maria non c’è più la mia vita è cambiata, mi manca un pezzo fondamentale, una colonna portante della mia familia sulla quale sapevo di poter sempre contare. A ciò si è aggiunta anche la scomparsa del mio compagno di una vita, Saverio, sovraintendente capo della Polizia di Stato, che mi ha sempre accompagnato in tutte le mie battaglie, anch’egli morto in circostanze poco chiare. Sento che devo combattere per loro, affinché la giustizia e la verità vengano a galla, i riflettori devono rimanere accesi su questo tragico evento che ha sconvolto per sempre e indelebilmente la mia vita. E ciò che mi fa più rabbia e mi fa star male, sono i silenzi da parte delle istituzioni, come se volessero coprire e difendere chi sono i veri colpevoli di questa tragedia.

A pochi giorni dal nono anniversario di quella data fatale, ripongo la massima fiducia nella magistratura per l’accertamento delle responsabilità. Ad oggi i nostri cari non hanno ancora avuto giustizia.
La Corte d’Appello di Bari presto emetterà sentenza.
La nostra speranza è che i giudici,
Dott. Gadaleta, Dott.ssa Susca, Dott. Marseglia,
portino finalmente alla luce la VERITÀ e la
GIUSTIZIA CHE MERITANO i nostri cari, ciò che non ha assolutamente fatto il Tribunale di Trani in primo grado.
Chiedo ai Signori Giudici di ricordare i loro sorrisi, ma soprattutto che sono stati uccisi senza alcuna pietà.
Pasquale Abbasciano
Luciano Caterino, 37 anni
Enrico Castellano, 72 annni
Antonio Summo, 15 anni
Donata Pepe, 62 anni
Albino De Nicolo, 53 anni
Giuseppe Acquaviva, 51 anni
Serafina Acquaviva, 52
Alessandra Bianchino, 29 anni
Rossella Bruni, 26 anni
Jolanda Inchingolo, 25 anni
Maurizio Pisani, 49 anni
Gabriele Zingaro, 25 anni
Pasqua Carnimeo (Patty), 30 anni
Maria Aloysi, 49 anni
Francesco Ludovico Tedone, 17 anni
Fulvio Schinzari 59 anni
Salvatore Di Costanzo, 56 anni
Michele Corsini, 61 anni
Gabriele Zingaro, di 25 anni
Giulia Favale, 51 anni
Nicola Gaeta, 56 anni
Giovanni Porro, 60 anni
