I 100 anni di Donna Lina a Stilo

Il 15 luglio 2025 resterà una data storica, da inserire negli annali più importanti e belli per donna Lina Crea, mia affettuosissima zia, per i suoi figli, nipoti, pronipoti e parenti tutti. Un evento da primato anche per la cittadina di Stilo, essendo l’unica centenaria nella lunga storia della città di Campanella.

Così, ieri, nella suggestiva e incantevole cornice della bellissima e nota Chiesa Matrice, non molto lontana dalla sua abitazione – una chiesa gremita fino all’inverosimile – è stato il bravo parroco don Giovanni Coniglio a dare inizio all’importante cerimonia religiosa. Con grande garbo e profonda conoscenza della storia di zia Lina, ne ha ripercorso la difficile, tormentata e a tratti dolorosa esistenza, mettendo in luce il valore che può e deve rappresentare una centenaria come lei, che “ne ha vissute di cotte e di crude”.

Don Giovanni ha presentato la sua vita come un libro aperto a disposizione di tutti, da leggere e meditare nei suoi capitoli più significativi. Una testimonianza preziosa di un passato positivo ed esemplare, oggi spesso trascurato o calpestato da uno stile di vita moderno dominato da individualismo, apatia e indifferenza. Ha sottolineato, con coraggio, l’uso improprio delle nuove tecnologie, in particolare dei cellulari, che hanno annullato il dialogo, l’altruismo e la solidarietà umana che un tempo si vivevano nelle “rughe”, nei pianerottoli dei centri storici – spazi nei quali zia Lina è stata attenta protagonista.

Toccante e molto emozionante il riferimento alla mia cugina Flora, la suora di famiglia, che – secondo don Giovanni – avrebbe pregato dal paradiso affinché mamma Lina potesse raggiungere i 100 anni, e farlo lucida e serena. A conferma del duraturo affetto verso Flora, zia Lina e tutta la famiglia, erano presenti alcune rappresentanti dell’istituto religioso a cui apparteneva.

Un appuntamento così importante e unico non poteva mancare della onorevole e gradita presenza di monsignor Francesco Oliva, vescovo della diocesi di Locri-Gerace, il quale si è calorosamente complimentato e felicitato con la centenaria donna Lina. Con parole cariche di ammirazione ha riconosciuto in lei un esempio di ineguagliabile tenacia e resistenza, capace – superando tantissimi ostacoli e amarezze della vita – di raggiungere un traguardo meraviglioso che dona al Comune di Stilo un prestigio inedito, quello di annoverare, per la prima volta nella sua storia, una cittadina centenaria. Il prelato, con tono ironico e affettuoso, si è simpaticamente intrattenuto con zia Lina e, dopo averle chiesto – come molti – il segreto della sua lunga vita, difficile da racchiudere in pochi minuti, ha proposto un brindisi collettivo augurandole ancora tanti anni di vita lunga, serena e in salute, dandole appuntamento al prossimo anno per festeggiare i suoi 101.

Il bravo sindaco di Stilo, Giorgio Tropeano, accompagnato da due collaboratori, visibilmente emozionato ma allo stesso tempo felice, ha esordito esprimendo tutta la sua gioia e soddisfazione per essere parte di questa festa di longevità. Un’occasione che gli ha regalato l’invidiabile primato di primo sindaco nella storia di Stilo a celebrare una centenaria. Anche lui si è unito alle parole intense e significative di don Giovanni. Avvicinandosi a donna Lina per abbracciarla e farle gli auguri, ci ha sorpresi tutti togliendosi la fascia tricolore e facendola indossare alla sorridente centenaria. Un gesto che ha fatto scattare un applauso generale e un coro spontaneo: “Il primo sindaco senza elezioni, ad honorem!”. A seguire, la consegna di una targa ricordo, sempre da parte del primo cittadino.

Conclusa la molto suggestiva ed emozionante cerimonia religiosa, tutti ci siamo spostati in un caratteristico cortile adiacente all’abitazione della festeggiata, dove abbiamo condiviso un goloso e abbondante rinfresco.

Oltre all’immensa felicità provata – essendo zia Lina l’ultima zia sopravvissuta – quella di ieri sera è stata anche un’occasione straordinaria per rivedere tantissimi miei cugini, alcuni dei quali non incontravo da anni. E, cosa ancora più bella, conoscere per la prima volta i loro figli e nipoti.

Un evento così importante e straordinario non poteva non essere immortalato: erano presenti come sempre Maria Pia e Antonio Russo di Tele Montestella, e il mio altrettanto caro amico e “collega”, Francesco Sorgiovanni, giornalista del Quotidiano della Calabria.

Una mia nota personale: ogni volta che vado a trovare zia Lina – e anche ieri sera – le solite due domande.

«A màticiedu meu, cu cui venisti? E ci cui ti bda vai?»

E io, dopo averla rassicurata sul mio ritorno, le rispondo sorridendo:

«Zia, io u sacciu pecchì campavùstu assai: ca vi mancanu sullu i palli, pecchì du chi passastuvu nta vita vostra…»

Appuntamento con zia Lina al prossimo 25 luglio, per i suoi 101!

Articolo di Mario Murdolo

Pubblicato da Tele Montestella

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