Presentato a Celico (CS), presso il Convento dei Cappuccini, il romanzo dell’autore cosentino Francesco Caravetta

È stata presentata la riedizione di un romanzo appassionante, ambientato tra la fine del Settecento e i primi dell’Ottocento, durante il turbolento periodo storico della Repubblica Napoletana e dell’invasione francese del Regno di Napoli. Protagonista della narrazione è una figura femminile intensa e complessa: Antonia Vitelli, brigantessa per amore, ripudiata dal marito.

Il romanzo offre uno spaccato storico significativo, con descrizioni dei luoghi fresche, immaginifiche e di grande bellezza, capaci di restituire al lettore l’atmosfera dell’epoca. Altro elemento di rilievo è la forte rievocazione storica e l’humus profondamente religioso che permea i personaggi principali. Pur ribelli e “anti-sistema”, essi sentono il bisogno del dogma e della consacrazione religiosa delle proprie unioni.

A dialogare con l’autore, la professoressa Sabrina Marotta, autrice anche della nuova copertina del libro – il quale fu pubblicato per la prima volta quindici anni fa – e la scrittrice, attivista e poetessa Maria Francesca Lucanto.

Lucanto ha posto particolare attenzione alle figure femminili, descritte magistralmente da Caravetta: donne forti, determinate, sofferenti ma resilienti, spesso travolte dagli eventi storici e sociali. Vittime, insieme ai bambini, di ogni abuso, vengono delineate non solo nella loro dimensione fisica, ma anche con un approfondito taglio psicologico, secondo la poetessa «una descrizione davvero ben riuscita».

La storia nasce da anni di ricerche condotte da Caravetta presso diversi Archivi di Stato, anche fuori Regione. Sabrina Marotta ha definito l’autore, con affetto, “un topo d’archivio”, sottolineando la profondità delle sue indagini storiche. Per chi volesse approfondire, le fonti e ulteriori storie si possono trovare nei volumi “Antichi delitti” e sul sito www.antichidelitti.it, nonché sulle pagine Instagram e Facebook omonime.

La serata si è animata grazie a un ricco dibattito sul periodo del brigantaggio, con numerose riflessioni sul contesto borbonico e post-borbonico.

Il romanzo “La parte sbagliata?”, edito da Teomedia, si inserisce in uno sfondo epocale di transizione difficile, ancora oggi soggetto a revisionismi e visioni contrastanti.

L’evento si è svolto nell’ambito della IV edizione del Festival del Libro “Abate Gioacchino da Celico”, promosso dall’associazione culturale Cylicon, presieduta da Mimmo Campanaro, in collaborazione con Seminaria.

In chiusura, le interviste a Campanaro, che illustra il Festival e le sue iniziative, e all’autore Francesco Caravetta.

Articolo di Lucia De Cicco

Pubblicato da Tele Montestella

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