Una due giorni dedicata all’Alzheimer nella cittadina di Bivongi

In una due giorni fortemente voluta da Don Enzo Chiodo, parroco delle chiese di Bivongi e Pazzano, molto attento e sensibile alle problematiche che interessano l’anziano con l’avanzare dell’età e l’insorgere di malanni e malattie sempre più gravi e spesso incurabili, si è voluto ricordare a tutti noi che questa è una strada inesorabile e obbligata. L’intento è stato quello di fornire una corretta e giusta indicazione su quelli che devono essere i rimedi e gli accorgimenti per rendere meno pesante e sofferente la vecchiaia e, soprattutto, il modo più idoneo, corretto e funzionale per accudire, curare e amare il proprio congiunto anziano e malato.

Don Enzo non si è accontentato di un solo appuntamento, anche se sarebbe stato già esaustivo e sufficiente per affrontare ed evidenziare il tema. Nella prima giornata, il tema è stato trattato in maniera chiara e semplice da eminenti personalità, ma senza nulla togliere agli altri interventi, è stata la scienziata, dottoressa Amalia Cecilia Bruni, a primeggiare. Tutti sappiamo che nel campo della cura degli anziani, della prevenzione e della ricerca sul terribile morbo dell’Alzheimer, oltre ad essere una pioniera, la dottoressa Bruni è una scienziata riconosciuta a livello mondiale.

E veniamo alla meravigliosa e interessantissima seconda serata.

Sotto un romantico cielo stellato, nella magnifica cornice della scalinata che io voglio definire di Padre Pio, la compagnia teatrale del famoso autore, regista e attore calabrese Dario De Luca ha messo in scena uno spettacolo teatrale che meriterebbe di essere trasmesso sulle reti RAI, sia per la perfetta e invidiabile recitazione del cast di De Luca, sia, soprattutto, perché il bravissimo Dario, in poco più di un’ora di spettacolo, ha saputo far toccare con mano ai numerosissimi e attenti spettatori il dramma di una famiglia colpita dalla demenza senile. Una malattia che, neanche la dottoressa Bruni, pur dedicando tutta la sua esistenza a questo scopo, è ancora riuscita a sconfiggere.

Il nucleo familiare, dicevo, è quello in cui il malato – ironia della sorte – pur essendo la diretta vittima della malattia, non soffre, si dimentica del suo passato, non riconosce più i suoi familiari più stretti, ma tutto questo senza traumi apparenti. I veri drammi li vivono i familiari, che inizialmente non riescono neanche a rendersi conto della malattia, la cui presenza comincia a farsi sentire con i comportamenti più assurdi e inconcepibili. Questa situazione, che degenera sempre di più, costringe i familiari a una vita di stenti, privazioni e grandi preoccupazioni, con l’obbligo morale di convivere con la malattia dell’Alzheimer e con il loro congiunto malato.

Quando Antonio arriva a cambiare il nome alla sorella, a dichiararle di volerla sposare, e alla fine manifesta un morboso legame e affetto con Gesù Cristo in croce, anche i bambini presenti hanno compreso in quali condizioni viene ridotta una persona se non curata in tempo, prima che il feroce drago dell’Alzheimer compia danni gravi e irreparabili.

Il bravissimo e poliedrico artista Dario De Luca, nei panni di Antonio, ha scelto di ambientare il soggetto della sua opera teatrale proprio in casa nostra. Infatti, il malato demente Antonio impersonava il nostro compianto parroco Don Domenico Lorenti, per tanti anni e fino alla morte vittima dell’Alzheimer.

Per la raccolta dettagliata e fedele dei ricordi di Don Domenico si è prodigato il carissimo amico di Stilo, Antonio Marrapodi, che gli ha fatto amorevolmente e pazientemente da badante fino alla morte, ed era presente in sala, profondamente, giustamente e visibilmente commosso. A coadiuvarlo, Tiziano Gallo di Pazzano.

Anche il nostro vescovo, Mons. Francesco Oliva, ospite d’onore, si è dichiarato entusiasta e felice per questa brillante due giorni organizzata dal suo parroco Don Enzo.

La dottoressa Bruni non ha voluto perdersi questa meravigliosa e significativa serata di teatro e, dopo un benefico e rilassante ritiro spirituale a Monte Stella, a conclusione della serata ha ricevuto, meritatamente e con grande gratitudine, un bellissimo quadro della Madonna, la nostra Mamma Celeste, che speriamo possa essere di buon auspicio per la sconfitta dell’Alzheimer e per sempre maggiori successi e soddisfazioni – se mai le mancassero – nella sua carriera di scienziata e di battagliera politica.

Marioi Murdolo

Pubblicato da Tele Montestella

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