A Bivongi un momento di riflessione sull’Alzheimer e i suoi effetti sociali

Davanti a una platea numerosissima e interessata, è stato il moderatore dell’evento, il giornalista bivongese Pietro Melia, a introdurre i lavori. Dopo aver ringraziato gli organizzatori per averlo scelto, e quindi per avergli dato l’occasione di tornare al suo paese natio e incontrare i suoi fratelli e parenti, ha dato la parola a Don Enzo Chiodo, nostro parroco, il quale ha spiegato di aver scelto due serate di riflessione e proposta su un tema di grande attualità: quello dell’anziano, che con gli anni diventa sempre più vulnerabile e vittima di acciacchi, malattie e, tante volte, in stato di solitudine ed emarginazione.

E questa di stasera è un’ulteriore dimostrazione di come la Chiesa, sempre sensibile e vicina ai più deboli, stia svolgendo a Bivongi, con catechesi, seminari e visite domiciliari agli anziani soli, un ruolo molto importante e necessario.

Il sindaco Grazia Zaffino, persona molto impegnata in questo periodo con una difficoltosa “capra da pelare”, ha concentrato il suo intervento sul gravoso e opprimente problema della nostra casa albergo. Una delle più moderne, spaziose ed accoglienti strutture del genere in Calabria, soggetta però a una continua e inesorabile agonia, se non morte. Tuttavia, lei sta facendo il diavolo a quattro per scongiurare questa brutta fine e stasera ha mostrato una buona speranza, perché – alla luce della sua grande esperienza di “vecchia” amministratrice – capisce che la gestione di una struttura del genere può essere appetibile e sostenibile se, pur con carenza di ospiti, risulta economicamente vantaggiosa.

E siccome, per l’amore che ho per il mio paese, e perché mi dispiacerebbe vedere la casa albergo finire male – struttura di cui potrei avere bisogno pure io, come tanti altri miei coetanei – sto cercando una soluzione. Una potrebbe arrivare dalla dottoressa Bruni, che da buona bivongese non può tirarsi indietro, e l’altra da un anonimo professionista esperto in RSA.

Il nostro carissimo amico medico Enzo, che con la sua tempestività, bravura e grande disponibilità non ci fa sentire la mancanza di importanti servizi sanitari – che la Regione Calabria, come diceva qualcuno, ci nega: la guardia medica, l’ambulanza, le tante specialistiche che ci hanno tolto, riducendoci al solo servizio prelievi e analisi – ci permette persino di fare a meno dell’elisoccorso. Prego Don Enzo d’intercedere con la Mamma Nostra e farlo diventare almeno centenario.

Anche Enzo ha ripercorso la sua bella esperienza come medico a fianco della dottoressa Bruni che, per il suo grande impegno e dedizione nella ricerca sull’Alzheimer (e non l’ha detto nessuno!), è stata insignita della cittadinanza onoraria di Bivongi dal compianto amico sindaco Felice Valenti.

Ernesto Riggio, come rappresentante del GAL “Alta Locride”, ha ribadito grosso modo gli stessi concetti di chi lo ha preceduto, aggiungendo che le istituzioni, come metodo, hanno la strana abitudine di abolire o affossare importanti provvedimenti che, in modo lampante, vanno a danneggiare le persone più svantaggiate – in questo caso, la categoria più debole e incapace di difendersi.

Finale molto interessante e realistico quello della scienziata dottoressa Amalia Cecilia Bruni, che ha dato prova – se mai ce ne fosse stato bisogno – di essere un genio e una persona unica e speciale. Oltre che appassionata, impegnata e plurionorificata scienziata e ricercatrice a livello mondiale, sa cavarsela bene anche in politica nel ruolo di consigliera regionale. Peccato che sia di minoranza: altrimenti, una buona parte dei nostri problemi li avrebbe già risolti.

Per commentare il suo intervento ci vorrebbero dieci pagine, quindi mi voglio soffermare su un punto della sua conversazione: la prevenzione. Come si sa, la prevenzione è meglio della cura. Anzi, prevenendo si evitano terapie e anche tragici epiloghi. A dire il vero, avevo scritto qualche articolo sulla prevenzione, ma sui tumori, sulle malattie cardiovascolari… che esistesse una prevenzione per la demenza senile, no. E Amalia, in modo semplice ed elementare, come una maestra di scuola elementare, ci ha dettato alcuni dettagli facili anche da memorizzare: alimentazione sana, movimento, evitare di chiudersi psicologicamente… e – cosa strana – anche allarmarsi quando si notano problemi di udito.

Un’altra cosa nuova per me: l’esistenza di strutture “amiche” per i malati di Alzheimer e altre malattie, dove il malato non pesa solo sui familiari più intimi ma, socializzando, diventa persona che – vivendo nel sociale – riceve cura, sostegno e affetto da parte di tutti.

Anche queste strutture si possono realizzare senza bisogno di denaro, ma solo con la solidarietà e il volersi bene di tutti noi.

Una bella e importante lezione scientifica, politica e soprattutto psicologica: un invito all’altruismo e alla solidarietà umana, che – come l’aria che respiriamo – sono gratis.

Approfitto per ringraziare la dottoressa Bruni, che ho avuto la fortuna di conoscere e apprezzare durante la sua ricerca sull’Alzheimer a Bivongi, perché – da funzionario dell’anagrafe – ha avuto bisogno dei nominativi delle persone studiate.

Dopo di allora, solo rapporti telefonici e invio di foto, in particolare del conferimento della cittadinanza onoraria.

Poi, ancora fortunatamente, ci siamo incontrati a Pazzano lo scorso anno, in occasione della presentazione del libro dell’amica Romina Leotta, che tratta proprio della demenza senile. E qualche mese fa a Reggio Calabria, dove lei – in modo molto confidenziale e commovente – abbracciandomi mi disse:

Come stai, Mario mio concittadino?”

Ultima cosa: una delle ultime volte che lei venne a Bivongi, a un convegno proprio alla casa albergo, disse che il gene che aveva scoperto lo aveva chiamato Lametino.

Io, di rimando, dissi:

Allora quello di Bivongi lo chiamiamo Bivongesino.”

E lei si fece una bella risata.

Articolo di Mario Murdolo

Pubblicato da Tele Montestella

Rete web televisiva della Vallata dello Stilaro con sede a Pazzano (RC). Tele Montestella arriva sui social 2010 diventando poi una pagina Facebook nell’aprile 2013 ma possiamo dire che l’idea e le prime iniziative di informazioni nascono 1982. Un giovane Antonio Russo, ora presidente dell’Associazione Radio Tele Montestella Web”, iniziò ad appassionarsi al mondo delle comunicazioni quando suo padre Ciccio Russo comprò la sua prima telecamera. Da lì inizio una ricca documentazione sulla Vallata dello Stilaro ed oltre, cimentandosi anche nella realizzazione di Radio arrivando a creare il primo canale televisivo Tele Montestella. Oggi la comunicazione si è spostata sui social, sono cambiati i mezzi ma l’obiettivo è uguale: informazione e valorizzazione della nostra Vallata dello Stilaro e di tutta la Calabria, condividendo con voi la bellezza, le tradizioni e tutto ciò che questa terra ha da offrire.

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