Affiorano i ricordi di una gioventù trascorsa a servire nell’Arma dei Carabinieri, che non possono essere cancellati o resi sbiaditi dal tempo.
A Vibo Valentia, in occasione del V Raduno dei militari della Compagnia Speciale Carabinieri di Rosarno — successivamente dislocata a Vibo Valentia e disciolta nel 2017 — presso la Caserma “Luigi Razza”, sede del 14° Battaglione Carabinieri Calabria, si è tenuta un’adunata rigorosamente e abilmente organizzata dal decano Maresciallo Cavaliere Mariano Pinizzotto e dal Maresciallo Cavaliere Domenico Pizzulli, con la collaborazione dell’Appuntato Giuseppe Foglia.
Oltre cento Carabinieri di ogni ordine e grado, accompagnati da mogli, compagne e figli, provenienti da ogni parte d’Italia, hanno risposto alla chiamata per condividere memoria ed emozioni. Protagonisti e testimoni dei passaggi più significativi della storia d’Italia, custodi del patrimonio di tradizioni e di rinnovati sentimenti di fratellanza, solidarietà, convivenza e pace.

In nome della Patria, è stata sacrificata la propria vita per gli altri, contro l’odio, la violenza, il crimine, il tormento del terrorismo e delle mafie, gratificati solamente dal sorriso di Dio, in battaglie costanti e ostinate. Battaglie che ancora oggi consentono, ogni sera, di chiudere gli occhi in pace per aver compiuto il proprio dovere e, la mattina dopo, di potersi guardare allo specchio con fierezza, senza la minima vergogna.

Schierati i reparti del Battaglione e del Nucleo Elicotteri, insieme ai Carabinieri dell’ANC di Vibo Valentia (Mar. Giuseppe Scerbo) e Rosarno (RC) (Mar. Giovanni Antonio Di Lorenzo), al Nastro Verde Calabria (Cap. Cosimo Sframeli), e a tutti gli intervenuti, sono stati resi gli onori militari ai Caduti. Due Carabinieri in GUS hanno deposto una corona d’alloro sulla lapide dedicata al Carabiniere M.A.V.M. Antonino Civinini, nel 38° anniversario del suo assassinio.
Così recita la motivazione della Medaglia d’Argento al Valor Militare a lui concessa:
“Libero dal servizio ed in abiti civili, informato che in un’affollata via del centro un energumeno armato, in stato di manifesta ubriachezza, aveva eseguito alla guida di motomezzo reiterate manovre, minacciando di morte i numerosi astanti, con altissimo senso del dovere e cosciente sprezzo del pericolo lo affrontava unitamente a pari grado per disarmarlo ed imporre il rispetto della Legge. Fatto segno a proditoria azione di fuoco dal malfattore e colpito in più parti vitali, cadeva mortalmente ferito. Fulgido esempio di coraggio, spinto fino all’estremo sacrificio e di elette virtù civiche. Vibo Valentia, 15 giugno 1987.”


Il Colonnello Luca Toti, Comandante Provinciale di Vibo Valentia, ha commemorato il sacrificio del Carabiniere Antonino Civinini e del Brigadiere Capo Carlo Legrottaglie, ucciso nelle campagne di Francavilla il 12 giugno scorso da due rapinatori, affermando che:
“La forza dell’Arma è ricordare chi eravamo, chi siamo, cosa saremo”, e che “le Stazioni dei Carabinieri sono presidio territoriale, dove si tutelano le vittime del reato, nonché rifugio di accoglienza di chi cerca ascolto, chi è solo, chi ha bisogno di parlare.”

La Santa Messa è stata celebrata dal Vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, S.E. Mons. Attilio Nostro, presso la Basilica del “Sacro Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati di Mileto (VV), realizzata per volontà di Natuzza Evolo. Il celebrante ha pronunciato messaggi di speranza, confermando che la vita del Carabiniere è incondizionatamente al servizio degli altri, anche a discapito della famiglia e degli affetti più cari.
Al termine del rito religioso, il Comandante della Stazione Carabinieri di Mileto (VV) ha declamato la Preghiera del Carabiniere alla Virgo Fidelis, patrona dell’Arma.

Cristallizzati ricordi e sentimenti, sofferenze e frammenti di memoria, è stata la parola a inseguire il pensiero — e non viceversa — in un crescendo emozionale. Quindi, “reduci” e familiari, felici di aver potuto rivivere intensi momenti di fraternità con ripetuti e affettuosi abbracci, hanno manifestato la volontà di rivedersi al prossimo raduno dell’anno venturo, in occasione dell’anniversario della morte di Civinini, amico e collega della Compagnia Speciale.

Il donarsi non è un circolo, ma una retta. Il circolo è l’immagine dell’utile; la retta, di contro, è la figura del donarsi: è il non ritorno, È l’impossibile dei generosi che annichila la coscienza dei vili.
Articolo di Cap. Cosimo Sframeli