Anche quest’anno la Calabria resta a guardare da bordo spiaggia mentre altre regioni italiane – Sardegna, Toscana, Puglia – conquistano i vertici della guida “Il mare più bello” redatta da Legambiente e Touring Club Italiano. La nuova edizione 2024 della guida ha, infatti, confermato un dato che pesa come un macigno: nessun comune calabrese ha ottenuto le 5 Vele, il massimo riconoscimento assegnato alle località costiere che coniugano qualità ambientale, servizi e sostenibilità.
Eppure qualcosa si muove. A brillare in questo quadro a tinte spente è Roccella Ionica, che ottiene 4 Vele e si conferma tra le mete più virtuose del Sud Italia. Un premio meritato per un comune che da anni investe nella cura del territorio, nella qualità delle acque, nell’organizzazione turistica e nella promozione culturale. Spiagge pulite, centro storico valorizzato, eventi musicali e teatrali di rilievo nazionale: Roccella si presenta al turista con un’identità forte e coerente.
Le altre località premiate
Subito dopo Roccella, un nutrito gruppo di 27 località conquista 3 Vele. Tra queste troviamo nomi noti e affermati come Soverato, Scilla, Isola Capo Rizzuto, Marina di Gioiosa Ionica, Palmi, Diamante, Locri, ma anche realtà più piccole che da tempo cercano di rilanciarsi attraverso turismo e territorio: Badolato, Riace, Brancaleone, Caulonia, Monasterace.
In queste cittadine la qualità ambientale è buona, i servizi turistici sono presenti, ma manca ancora quel salto di qualità – in termini di mobilità sostenibile, economia circolare, valorizzazione integrata del patrimonio naturale – che permette di competere con le eccellenze nazionali.
Dove si può (e si deve) fare meglio
Più in basso, troviamo 17 località con 2 Vele, come Ricadi, Amantea, Siderno, Sellia Marina, Pizzo, dove permangono carenze strutturali: depurazione non sempre efficiente, gestione dei rifiuti incerta, consumo di suolo non controllato. Chiude la classifica Gizzeria, con 1 Vela, unica località calabrese a non superare la soglia dei minimi requisiti.
La guida di Legambiente non è una classifica “di bandiera”: non guarda solo alla limpidezza del mare, ma alla visione complessiva di uno sviluppo turistico realmente sostenibile. In altre parole: le spiagge belle non bastano più. Servono progettualità, attenzione alle nuove forme di accoglienza, capacità di attrarre turisti responsabili e consapevoli.