Il Rapporto ISTAT 2025 conferma ciò che milioni di lavoratori vivono quotidianamente sulla propria pelle: tra il 2019 e il 2024 i salari reali sono crollati del 10,5%, a fronte di un’inflazione che ha superato il 21%, mentre il lavoro povero diviene la regola, non l’eccezione, e oltre il 23% della popolazione è a rischio povertà o esclusione sociale.
I record vantati da Meloni esistono solamente nella sua realtà parallela. La realtà è la seguente: cresce l’occupazione solo tra gli over 50, spesso costretti a restare al lavoro per necessità, mentre i giovani e le donne restano esclusi e precarizzati. Intanto, miliardi pubblici vengono destinati al riarmo, mentre salari, welfare e industria vengono lasciati all’abbandono.
In Calabria accade più o meno la stessa cosa. Il presidente Occhiuto riproduce nella nostra regione la sua realtà parallela. Questa volta tocca alla Caritas Diocesana Rossano-Cariati, con il “Rapporto sulla povertà 2024”, smentire questa narrazione, evidenziando che la povertà è una realtà drammatica in Calabria.
Un Rapporto che traccia un bilancio che fa emergere uno spaccato dei bisogni di una società sempre più povera e anche sempre più sola. Il Rapporto pone l’attenzione sul “lavoro povero”, non solo perché non c’è lavoro, ma perché, anche quando un lavoro c’è, non si riesce a sostenere tutte le spese di una famiglia. Ci sono tante famiglie italiane che non riescono ad arrivare al famoso fine mese, anche a causa del carovita o di una povertà sanitaria.
Anche la nostra regione è divisa in due realtà: ci sono i pochi che possiedono alti redditi, detengono la quasi totalità della ricchezza regionale e godono di relazioni vantaggiose che alimentano tanta opulenza. Questi sono i calabresi che sanno dove “andare a bussare”.
Dall’altra parte, invece, c’è la Calabria dei poveri, che vive di privazioni estreme. Questa seconda Calabria è divisa dal resto, più fragile e indifesa. Questi ultimi, isolati dal resto, sembrano aver perso la capacità di sognare.
Dai dati del Centro d’Ascolto Diocesano riferiti al 2024, in Caritas si è registrato un trend in crescita per le richieste di aiuto. Dai 198 del 2022 siamo arrivati a 348 nuclei familiari incontrati nell’arco del 2024, di cui 243 sono italiani. Tra i dati significativi, quello delle 4 mense diocesane che hanno distribuito in un anno quasi 81 mila pasti, di cui 74 mila solo a Corigliano-Rossano.
Dall’analisi della CGIA di Mestre, emerge che in Calabria il 19,6% dei lavoratori è in nero, in rapporto al totale degli occupati, a fronte del dato medio nazionale che è dell’11,3%.
L’analisi indica in circa 68 miliardi di euro il volume d’affari annuo riconducibile al lavoro irregolare nel Paese, di cui 23,7 miliardi nel Mezzogiorno, 17,3 nel Nord-Ovest, 14,5 nel Centro e 12,4 nel Nord-Est. In Calabria si parla di 2,5 miliardi di euro.
L’ISTAT fa sapere che il tasso di occupazione complessiva in Calabria per il 2024 è il più basso d’Italia.
Il tasso di disoccupazione nella nostra regione, invece, è del 20%, rispetto al 9% nazionale, mentre il tasso di inoccupazione, alimentato dalle persone che non hanno mai svolto nessun tipo di attività lavorativa riconosciuta, è del 10%, contro il 5% a livello nazionale (fonte: ISTAT, “Tasso di disoccupazione e inoccupazione per fasce di età e settori”, 2024).
Dal Rapporto Oxfam Italia del 20 gennaio 2025 emerge una realtà economica e sociale profondamente diversa rispetto a quella tossica raccontata dal governo Meloni.
Le magnifiche sorti e progressive per il nostro Paese narrate dalla Presidente, nella realtà, non esistono. Sono una sua invenzione.
Il Rapporto ci dice che “le ultime stime disponibili, relative a metà del 2024, fotografano ampi squilibri nella distribuzione della ricchezza delle famiglie italiane.
In Italia, a metà del 2024, il 10% più ricco dei nuclei familiari (titolare di quasi 3/5 della ricchezza netta del Paese) possedeva oltre 8 volte la ricchezza della metà più povera delle famiglie.
Il 5% più ricco delle famiglie italiane, titolare del 47,7% della ricchezza nazionale, possedeva quasi il 20% in più della ricchezza complessivamente detenuta dal 90% più povero.
La metà più povera delle famiglie italiane deteneva appena il 7,4% della ricchezza nazionale.
Con uno sguardo ancor più granulare, nel 2024 la ricchezza dei miliardari italiani è aumentata di 61,1 miliardi di euro – al ritmo di 166 milioni di euro al giorno – raggiungendo un valore complessivo di 272,5 miliardi di euro detenuto da 71 individui. L’ammontare permetterebbe di coprire l’intera superficie della città di Milano con banconote da 10 euro.
Questo mondo capovolto non può durare. E allora lo dobbiamo rovesciare! Dobbiamo ribellarci! Dobbiamo avere la capacità di costruire degli ostacoli, degli inciampi, dei granelli che bloccano il sistema, perché diversamente il capitale si prende tutto.
Pino Commodari – Potere al Popolo