Bianca venne al mondo durante l’alluvione del 1951. Per tre giorni e tre notti le cateratte del cielo si aprirono e dalle nuvole nere fiumi d’acqua si riversarono sulla terra. Crollavano le misere casupole di creta, le stalle, i ricoveri per le capre. In più punti le montagne si squarciarono e valanghe di pietre e di fango si abbatterono sulle vallate. In Paese le fogne intasate non erano in grado di smaltire la pioggia e così strade e piazze furono sommerse dall’acqua.
In una di queste terribili notti fu chiamata la vecchia ostetrica che aveva paura di uscire di casa, ed arrivò in tempo per vederla nascere. Bianca venne al mondo in una notte di lampi e il primo colore accecante che l’avvolse fu il rosso dei fulmini. Il padre emigrò per mantenere i suoi nove figli, la casa dove Bianca abitava era una vecchia stanza senza finestre, senza aria ma tanta miseria.
La madre picchiava i figli ed i più grandi picchiavano i più piccoli. Bianca era l’ultima nata ma due dei fratellini pensarono di andarsene all’altro mondo per fuggire quella realtà da incubo. Lei si abituò ad essere picchiata senza lamentarsi. Giunse l’età della scuola e Bianca era distratta, sonnacchiosa, sporca e la maestra pensò bene di stimolarla a suon di ceffoni e collocarla nella fila degli asini. Per sette anni frequentò quel lager che chiamavano scuola ed ottenne solo la promozione nella quarta classe. Poi iniziò a diventar donna e , per sua disgrazia, molto bella. Un vecchio proverbio avvertiva “casa terrana figghia puttana”.
Chi iniziò per primo ? Il fruttivendolo? Il prete? Il medico? Il brigadiere dei carabinieri ? Un po’ tutti ma era solo e soltanto lei la “colpevole” anche se la vecchia nonna la giustificava un pochino: “quando u culu abballa si puttana non è diavulu falla!” (quando una ragazza è avvenente se non nasce puttana, il diavolo la rende tale). Un giorno arrivò il futuro marito. Era semiparalitico, quasi cieco. Si muoveva con grande difficoltà e così mangiava e beveva tanto che la pelle non riusciva più a contenerlo ed aveva assunto un colore bluastro e rossiccio che lo rendeva repellente. In compenso era una persona agiata, di buona famiglia ed aveva frequentato anche qualche classe delle scuole tecniche. Bianca gli fu portata dinanzi come una vitella al mercato. Lui sforzò gli occhi, la sfiorò con le mani, odorò i capelli e decise di sposarla.
Ma “quelli di prima” continuavano a cercarla e Bianca era indifesa come un uccello dinanzi al predatore. Loro ne approfittavano e provano un sadico piacere a possederla finanche nella casa del marito. Lui non poteva muoversi ma intuiva e scaricava la sua collera su di Lei che tremava come una foglia. Una volte con una bottiglia le spaccò la testa ed un’altra volte le ruppe il braccio con il manico della scopa. Una notte maledetta bussarono alla porta e lei andò ad aprire. Lui la chiamava , la sentiva lamentarsi, piangere, ma lei non rispondeva. Così si procurò un grosso coltello da cucina e l’aspettò nel letto fingendo di dormire. Bianca si coricò e lui l’afferrò come una furia tenendola dal collo, poi spinse il coltello trafiggendole il cuore. L’ultimo colore che Bianca vide fu quello del suo sangue.
Si tenne il processo, la famiglia di lei non si costituì parte civile, invece il marito fu difeso da un avvocato di grido che veniva dal capoluogo e che così concluse la sua arringa “ …avete ascoltato tante autorevoli e concordi testimonianze. Certamente, o signori, avete dinanzi un uomo che ha sofferto. Lui ha cercato con la sua bontà e la sua generosità di strappare una donna alla strada, dandole tutto il suo amore, un letto, un nome onorato, una casa. Invano! Si trovò dinanzi ad una donna perversa, dedita al vizio ed alla lussuria, al piacere dei sensi. Una donna che non ebbe scrupoli a tradirlo finanche a qualche metro dal talamo nuziale. La sofferenza e l’amore armarono la mano e lo spinsero all’insano gesto. Vi domando Eccellenza, vi domando signori della corte: è stato questo un delitto? No!No!No! Non ha ucciso una donna ha ucciso il male che si annidava dentro di lei, non pensando ad una vendetta ma un atto di giustizia e di amore supremo..”
Applausi accolsero la sentenza di quasi assoluzione.
Bianca aveva solo venti anni e non ha mai visto la luce del Sole.