Il Suino Nero d’Aspromonte: una risorsa preziosa per la biodiversità e la tradizione gastronomica calabrese

Un’importante ricerca scientifica ha confermato il valore unico del Suino Nero d’Aspromonte, razza autoctona allevata in modo estensivo nei boschi della Locride. I primi risultati dello studio, promosso dalla Cooperativa “Maiale Nero d’Aspromonte” e dal Gal Terre Locridee, sono stati anticipati in una conferenza stampa presso la sede del GAL, mentre un convegno dedicato alla Cittadella regionale ne approfondirà i dettagli.

Uno studio per tutelare e valorizzare una razza autoctona

Lo studio, condotto dal Dipartimento Agricoltura, Ambiente e Alimenti dell’Università degli Studi del Molise e dall’Università di Bologna, ha analizzato il DNA di quaranta esemplari, confrontandolo con quello di altre razze suine italiane. Il risultato? Una caratterizzazione genetica approfondita, che ha evidenziato l’unicità di questa popolazione, frutto di un isolamento secolare e dell’influenza del territorio.

«Gli studi hanno dimostrato che il Suino Nero d’Aspromonte ha una parentela con la razza Appulo-Calabrese, ma grazie alle condizioni ambientali e alle pratiche di allevamento tradizionali, oggi presenta caratteristiche genetiche e organolettiche uniche», ha spiegato il professor Giuseppe Maiorano, ordinario di Zootecnia speciale presso l’Università del Molise e responsabile della ricerca.

Un patrimonio gastronomico e culturale da preservare

L’allevamento di questa razza suina segue metodi naturali e sostenibili, con gli animali che si nutrono di ghiande e radici, garantendo una carne di altissima qualità, apprezzata per le sue proprietà nutrizionali e tecnologiche.

Il progetto, come sottolineato dal direttore del Gal Terre Locridee, Guido Mignolli, rappresenta un’opportunità strategica per lo sviluppo locale, puntando non solo sulla qualità del prodotto, ma anche sulla trasformazione delle carni in Calabria, per dare valore alla filiera produttiva.

Un impegno condiviso per il futuro del Nero d’Aspromonte

Alla conferenza stampa hanno partecipato figure di spicco del panorama istituzionale e accademico, tra cui il presidente del Gal Terre Locridee Francesco Macrì, Monsignor Giancarlo Maria Bregantini – che con il suo impegno ha contribuito alla nascita della cooperativa del Maiale Nero a Locri – e l’assessore regionale Gianluca Gallo, che ha ribadito il sostegno della Regione Calabria al progetto.

«Il Nero d’Aspromonte è un patrimonio da valorizzare, non solo per la qualità della sua carne, ma anche per il contributo che può dare alla sostenibilità ambientale e al benessere animale. Gli studi scientifici dimostrano che in Calabria si possono produrre eccellenze di livello mondiale», ha dichiarato Macrì.

Oggi, circa 25 agricoltori della cooperativa dedicano il loro lavoro alla tutela e alla promozione di questa razza, garantendo tradizione, biodiversità e innovazione. Grazie a questa ricerca, il Suino Nero d’Aspromonte si conferma non solo un simbolo del patrimonio agroalimentare calabrese, ma una vera e propria risorsa per lo sviluppo sostenibile del territorio.

Pubblicato da Tele Montestella

Rete web televisiva della Vallata dello Stilaro con sede a Pazzano (RC). Tele Montestella arriva sui social 2010 diventando poi una pagina Facebook nell’aprile 2013 ma possiamo dire che l’idea e le prime iniziative di informazioni nascono 1982. Un giovane Antonio Russo, ora presidente dell’Associazione Radio Tele Montestella Web”, iniziò ad appassionarsi al mondo delle comunicazioni quando suo padre Ciccio Russo comprò la sua prima telecamera. Da lì inizio una ricca documentazione sulla Vallata dello Stilaro ed oltre, cimentandosi anche nella realizzazione di Radio arrivando a creare il primo canale televisivo Tele Montestella. Oggi la comunicazione si è spostata sui social, sono cambiati i mezzi ma l’obiettivo è uguale: informazione e valorizzazione della nostra Vallata dello Stilaro e di tutta la Calabria, condividendo con voi la bellezza, le tradizioni e tutto ciò che questa terra ha da offrire.

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