Comunicato stampa del Gruppo consigliare Adesso per Monasterace a seguito della discussione sul provvedimento sull’accesso agli atti comunali

Come al solito, anche se stavolta in forma congiunta, la minoranza consigliare non riesce in alcun modo ad accettare il loro ruolo. La cosa da sottolineare che lo fanno argomentando in modo sconclusionato, facendo copia incolla di articoli del TUEL ma senza, anche questa volta, scendere nel merito del provvedimento. Andiamo per ordine. Il provvedimento sindacale nasce da una serie di episodi, recenti e meno recenti, in cui i consiglieri di minoranza si sono resi responsabili di condotte che nulla hanno a che vedere con il loro mandato, al solo scopo di fare ostruzione in un periodo in cui gli uffici sono impegnati nella predisposizione del bilancio comunale. A titolo meramente esemplificativo, basta citare quanto accaduto al termine dell’ultimo consiglio comunale, quando il Sindaco ha informato i consiglieri di una missiva mandata dal Responsabile dell’Ufficio Tecnico al Ministero dell’Ambiente, bene, non sono trascorse nemmeno 12 ore (8:03) che un consigliere comunale, per tramite di un indirizzo mail di posta NON certificata chiedeva copia dell’atto e presentandosi in tarda mattinata per il ritiro dello stesso. Tale atteggiamento viola palesemente il principio della proporzionalità, non si comprende, infatti, l’urgenza di ricevere copia dell’atto in parola.

Altro episodio riguarda un consigliere comunale di minoranza che ha inteso effettuare un accesso durante l’orario di pausa pranzo degli impiegati comunali mancando totalmente del presupposto della ragionevolezza.

Altro episodio quello che riguarda un consigliere comunale che ha ripetutamente contattato un funzionario comunale per lamentarsi che un provvedimento preso avrebbe leso il diritto di un proprio congiunto chiedendo la riapertura dei termini di un bando. Lo stesso consigliere, inoltre, rispondeva, approfittando della sua presenza nell’ufficio, al telefono del responsabile dell’area amministrativa denotando una completa mancanza di educazione istituzionale. Non da ultimo quanto accaduto nella giornata del 10/02/2025 allorquando un intero gruppo consiliare ha monopolizzato l’operato del Segretario comunale per oltre un’ora limitandone l’operare ed inficiando in tal modo la corretta funzionalità dell’Ente.

Queste le motivazioni che hanno motivato l’adozione del provvedimento che ha, sottolineo, un carattere contingente al particolare periodo amministrativo che stiamo attraversando.

Nella missiva della minoranza chiede il diritto ad ottenere senza alcun adempimento procedurale, le informazioni e la consultazione degli atti, senza limiti arbitrari.

Invitiamo pubblicamente le minoranze ad indicare episodi in cui è stato loro vietato e/o impedito di consultare atti o di essere informati.

Ne consegue che la citazione dell’art. 43 del TUEL  risulta essere del tutto fuori luogo come, di conseguenza le successive sentenze del Consiglio di Stato.

Giova invece rammentare la sentenza del Consiglio di Stato n. 4471 del 2/09/2005 aveva affermato che “…il consigliere comunale non può abusare del diritto all’informazione riconosciutogli dall’ordinamento, piegandone le alte finalità a scopi meramente emulativi o aggravando eccessivamente, con richieste non contenute entro gli immanenti limiti della proporzionalità e della ragionevolezza, la corretta funzionalità amministrativa dell’ente civico”. Successivamente, un ulteriore passo in avanti è stato fatto con la sentenza del CdS n. 6960 del 28/11/2006 con cui è stato puntualizzato che non sono da ritenere coerenti col mandato dei consiglieri richieste di accesso che, per il numero degli atti richiesti e per l’ampiezza della formulazione, si risolvano in un eccessivo e minuzioso controllo dei singoli atti. Dette richieste “…si configurano come forme di controllo specifico, non già inerente alle funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo” demandate dalla legge ai consigli comunali”.

In riferimento all’atto emanato dal Sindaco, sottolineo nuovamente, che è un atto contingente (come tra l’altro comunicato dal capogruppo di maggioranza a tutti i capigruppo). Il Ministero dell’Interno ha osservato al riguardo, con parere reso in data 4.02.2008, la particolare rilevanza di tale pronuncia del Consiglio di Stato che non ha solo affermato la legittimità di una disposizione regolamentare dell’ente che impone un modulo in cui sia indicato il singolo documento amministrativo che si chiede di conoscere, ma ha soprattutto sostenuto la legittimità del diniego di accesso motivato dalla necessità di arrecare il minor aggravio possibile, sia organizzativo che economico, agli uffici e al personale dell’ente. Di conseguenza le pretese conoscitive dei consiglieri e le evidenti esigenze di funzionalità dell’amministrazione locale giustificano l’adozione da parte dell’ente, di specifiche norme regolamentari per la disciplina del diritto di accesso (C.d.S. Sez.V, citata sent.6960/2006). Alla stregua del delineato orientamento giurisprudenziale, richiamato nel citato parere dal Ministero dell’Interno, l’amministrazione locale può adottare nella propria autonomia, con apposite norme regolamentari, temperamenti al diritto di accesso anche al fine di assicurarne l’esercizio nel rispetto delle esigenze dell’attività degli uffici.

Tanto premesso occorre mettere a conoscenza la popolazione del nostro operato in merito.

Il primo a chiedere, per discutere dell’argomento, è stato il capogruppo di maggioranza e la riunione dei capigruppo, al quale il capogruppo di Monasterace al Centro aveva aderito, si sarebbe dovuta tenere alle ore 17:00 dell’11 febbraio.

Solo dopo la richiesta, che pare a dire il vero un ricatto, del capogruppo Spanò di ritiro del provvedimento prima di qualsiasi dialogo i consiglieri di minoranza ritiravano la loro disponibilità, salvo poi redigere un comunicato congiunto sgrammaticato e privo di alcun appiglio giuridico.

Aggiungo che chi ora si veste da vittima, ricoprendo il ruolo di semplice consigliere di minoranza, era Presidente del Consiglio (2019) e quindi carnefice quando venne negata la copia di un atto ai consiglieri di minoranza dell’epoca.

In conclusione, non vogliamo assolutamente costringervi a segnalare la vicenda alle Autorità (si scrive con la maiuscola) perchè non vogliamo che alle precedenti si aggiunga anche questa figura… congiunta

Pubblicato da Tele Montestella

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