Negli ultimi dieci anni, la Calabria ha perso oltre 91mila giovani sotto i 35 anni. Una fuga silenziosa ma inesorabile che sta svuotando la regione, lasciandola sempre più anziana e con meno prospettive per il futuro. Solo negli ultimi cinque anni, la popolazione calabrese è diminuita di 75mila unità, mentre il numero delle nascite ha subito un crollo drastico, segnando un record negativo.
Un Sud sempre più vuoto
L’economista Francesco Aiello, docente presso l’Università della Calabria, analizza con preoccupazione questi numeri: “La popolazione si sta riducendo in modo disomogeneo, con un calo molto marcato tra gli under 56 e un incremento tra i 57 e gli 83 anni. Questo significa che la Calabria sta diventando una regione sempre più vecchia, con una popolazione che invecchia senza un ricambio generazionale”.
Il dato più allarmante riguarda le quattro province calabresi che rientrano tra le dieci più colpite in Italia per perdita di giovani:
• Reggio Calabria ha perso il 19,6% degli under 35 (-26.938 persone).
• Catanzaro ha registrato un calo del 19,3% (-16.907).
• Cosenza ha perso 31.964 giovani (-18,8%).
• Crotone è scesa del 18,4% (-8.169).
• Vibo Valentia, pur non rientrando nella top ten, ha visto una riduzione del 16,9% (-6.828).
Una tendenza che, senza interventi mirati, rischia di condannare la Calabria a un lento declino economico e sociale.
Nascite in caduta libera
Oltre all’emigrazione giovanile, la regione deve fare i conti con un crollo della natalità senza precedenti. Nel 1943 i nuovi nati erano quasi 49mila, mentre nel 2024 il numero è sceso a soli 13mila. Una diminuzione del 73% che evidenzia una crisi strutturale profonda.
Le cause sono molteplici: lavoro precario, servizi carenti, difficoltà a conciliare famiglia e carriera, e una generale sfiducia nel futuro. Senza politiche di sostegno alla natalità e al lavoro giovanile, il declino demografico della Calabria sembra destinato a peggiorare.
Un futuro da riscrivere
Di fronte a questi dati, gli esperti chiedono interventi concreti: incentivi per le famiglie, investimenti in infrastrutture e lavoro, politiche mirate per trattenere i giovani e attrarre nuove opportunità.
Se la tendenza non verrà invertita, il rischio è quello di una Calabria sempre più spopolata, con città fantasma e un tessuto economico incapace di sostenere la sua popolazione. La sfida è aperta: il futuro della regione dipenderà dalle scelte di oggi.