Stilo: Consiglio comunale 09/12/2024, discussione IMU, Determinazione aliquote anno 2025 e Determinazione del valore delle aree fabbricabili ai fini IMU per

Riceviamo da Romina Leotta, membro della minoranza del Consiglio Comunale di Stilo e pubblichiamo.


Buonasera a tutti, oggi “discutiamo” uno di quei temi che hanno un notevole peso politico, intorno al quale si avviluppano anche gli statisti più illuminati.
Per certi versi costituisce anche un po’ la spina nel fianco del vivere civile: tenere in
equilibrio il principio di pagare i tributi (anche quando il peso si fa più schiacciante) ed il principio del ritorno in termini di servizi e infrastrutture, è ormai diventato assai arduo. Specie in alcuni territori, che sentono di dare molto più di quello che ricevono.
Un concetto che dovrebbe aiutare a raggiungere prima e meglio l’equilibrio è quello
della proporzionalità, cioè il concetto che i tributi debbono essere pagati dai cittadini
in proporzione alle proprie ricchezze personali. Negli Stati democratici, chi possiede un reddito, chi riceve una prestazione, chi ha una proprietà, deve pagare secondo la propria capacità contributiva: quindi, in pratica, chi ha di più deve pagare di più, in rapporto a quanto guadagna, non perché abbia diritto a più servizi, ma perché, in uno Stato democratico, viene attuato il principio della solidarietà sociale.
D’altronde è il principio che sottende un sistema di imposizione che per definizione è
“progressivo”. L’Imposta Municipale Propria (IMU) è una componente patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili, in sostanza è un tributo che grava sulla proprietà.
Ancora meglio il pensiero prende forma se leggiamo le diverse fattispecie che contempla l’imposizione IMU:

  • Abitazione principale,
  • Unità immobiliari concesse in uso gratuito a parenti
  • Unità immobiliari ad uso produttivo appartenenti al gruppo catastale D (industriali per
    intenderci)
  • Terreni agricoli
  • Aree fabbricabili
  • Altri immobili

Questa rapida lettura delle fattispecie ci dice che la proprietà viene tassata non solo quando è finita e consolidata, ma anche in potenza per ciò che potrebbe essere o per come potrebbe proiettarsi sul mercato presente e futuro.
E se determinare le aliquote o le tariffe di un bene già consolidato è per certi aspetti relativamente più semplice, molto più complicato e arduo appare calcolare un bene in potenza, cioè per quello che potrebbe essere. Chiaramente è molto più difficile stabilire un valore venale di un bene perché viene riferito ad un mercato ideale, che purtroppo spesso non corrisponde al mercato reale. Il valore venale di un bene è un dato teorico, in gergo corrisponde ad una stima. Tuttavia rappresenta, per le aree fabbricabili ad esempio, un parametro fondamentale per la determinazione dell’IMU. Imprescindibile. Si rileva che la fattispecie delle aree fabbricabili ha generato un certo fermento nell’ambito dei contribuenti stilesi, giacché nel giro di pochi anni si sono ritrovati il tributo enormemente maggiorato, peraltro in coincidenza con un mercato in crisi che certo non fa presagire ad una ideale impennata economica.
Inoltre le notifiche retroattive, arrivate come docce fredde nel periodo covid e post-covid, si sono accavallate, sono finite nei procedimenti coattivi, quindi nei pignoramenti, nei blocchi delle automobili, creando un disagio di non poco conto. Nel pourparler, qualcuno dice è colpa dei commissari, affermazione che nonostante il fascino romantico dello sturm und drang è ormai svuotata del potere magico di rendere il dopo (il post-commissariamento per intenderci) un idillio, un’isola felice.
Ormai sono passati troppi anni perché la pozione possa continuare a funzionare, oltretutto la prima delibera consiliare in merito al valore delle aree fabbricabili della terna commissariale è la n. 46 del 28/11/2019 ed acquisisce un documento/proposta dell’ufficio tecnico, il quale per determinare il valore venale delle aree edificabili prende atto delle modifiche introdotte dalla delibera di GM n. 36 del 09/05/2018 a firma dell’amministrazione Miriello che in quel periodo si era molto concentrata sul Suolo Zero e sul PSC che si è esaurito (cotto e mangiato come si sul dire) nell’approvazione del documento preliminare e negli incarichi ai tecnici per l’adeguamento del PRG (chiedo di allegare i documenti). Ed ecco quindi che piano, piano siamo arrivati al nodo principale della questione. Il PRG – IL PIANO REGOLATORE GENERALE. E’ lo strumento urbanistico che regola l’attività edificatoria all’interno del territorio comunale. Di solito non ha una data di scadenza come lo yogurt, ma per consuetudine ormai si ritiene che un PRG vada quantomeno aggiornato con una cadenza decennale. Il nostro PRG, come potete riscontrare dalla pubblicazione sull’albo on line del comune, il primo, unico e solo è stato redatto nel 1977, del quale esiste una variante approvata nel 1989.
E’ quello vigente, ve lo assicuro. Cambiamenti territoriali, dissesti idrogeologici, cambiamenti climatici, spopolamento, ancora tutto da considerare. E per darvi un’idea di quanto sia dannoso un piano così vetusto (che peraltro favorisce valutazioni più o meno discrezionali e deroghe allo strumento) voglio leggervi un breve passo della relazione che ha portato all’approvazione della variante (del 1989) che riguarda nello specifico la frazione di Caldarella, Lo leggo, perché chiunque possa rendersi come di come, in qualche modo, quella variante ha snaturato la vocazione prettamente agricola e rurale della contrada. Peraltro ho preferito questa porzione di territorio perché è quella che credo di conoscere meglio dal momento che ci sono nata e vissuta. Leggo testualmente e allego le relazioni al PRG del 1977 e alla variante del 1989, perché possano essere consultate da tutti sull’albo insieme alla delibera. … FRAZIONE CALDARELLA:

“Alla luce di quanto emerso in questi ultimi anni, si è dimostrata tendenza generale l’edificazione subito a ridosso della strada esistente, sia a monte che a valle. Ne consegue che, onde tener conto di tale indicazione, si è ampliata la zona destinata all’espansione (ZONA C), che come oggi variata, copre una fascia omogenea che si estende lungo l’intero tracciato della strada. … Altre piccole modifiche riguardano parcheggi e zone variamente vincolate, dettate queste da considerazioni tecniche di fattibilità e opportunità.
In effetti il dimensionamento dell’insediamento previsto nella frazione Caldarella potrebbe
sembrare eccessivo. Bisogna a tal fine considerare che la località, una stretta lingua di terra
che si insinua tra i territori dei comuni di Camini e Monasterace, per la particolare situazione
ambientale, attira anche cittadini dei due paesi limitrofi, sicché il dimensionamento, risulta
giustificato. Altra considerazione da aggiungere è che in genere la frazione è privilegiata da chi intende costruirsi una seconda casa al mare, per cui molti degli utenti non risiedono nel comune di Stilo, ma sono sparsi nell’intera nazione ed anche all’estero. Sono previsti infatti (al 31/12/1996), a Stilo Centro 5.206 abitanti, a Bondingiano 531 e 1.495 a Caldarella.
… per gli insediati di Caldarella si considera una percentuale di Stilesi pari al 30% in base
alle considerazioni fatte, … quindi ne risulta che ai fini insediativi gli abitanti da valutare sono
463, che uniti a quelli del centro e di Bordingiano, ci danno appunto 6200 abitanti (al 31/12/1996).

Due considerazioni:
1. I nuclei originari degli abitanti di Caldarella corrispondono a famiglie numerose alle quali sono stare assegnate delle terre da coltivare ed una casa, cosiddetta dell’Opera Sila in gergo, con tanto di forno e ricovero per gli animali. Altro che quartiere residenziale di seconde case al mare o di magnati che vivono all’estero. Si dovrebbe parlare di edilizia rurale semmai, ci si occupare della progettazione e realizzazione di tutte le strutture necessarie allo svolgimento di un’attività aziendale con indirizzo agricolo. Si dovrebbe parlare di costruzioni rurali che comprendono principalmente: le case di abitazione per il conduttore detto anche custode, i ricoveri per gli animali di allevamento, i locali per la lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli; i locali per la conservazione dei prodotti; i ricoveri per le macchine agricole e relative attrezzature.
2. La variante si giustificava perché il paese si stava sviluppando, stavano sorgendo le prime attività produttive (v. la Mangiatorella), stavano completando i servizi idrici e fognanti, l’illuminazione, a Caldarella addirittura avevano aperto una sezione scolastica, si giustificava perché allora avevano previsto un vero e proprio boom economico, 6200 abitanti al 31/12/1996, pensate un po’ con il senno del poi.

Pensate con i dati alla mano: Popolazione Stilo 2001-2022, Andamento demografico della popolazione residente nel comune di Stilo dal 2001 al 2022. Grafici e statistiche su dati ISTAT al 31 dicembre di ogni anno.

Stilo registra un calo demografico pauroso ed inarrestabile, dopo aver raggiunto il picco massimo nel 1961 con 3.845 abitanti il calo è vertiginoso, al 31/12/2023 contava appena 2.344 anime ed i dati per il 2024 non sono certo incoraggianti. Per inciso la scuola a Caldarella è stata chiusa e non esiste neppure il servizio di trasporto pubblico. Questi pochi flash bastano per capire come le previsioni si sono decisamente confermate, altroché. Dunque, per tornare alle zone di espansione C – cosiddette edificabili – (di cui Caldarella dopo la variante del 1989 è risultata ricca, mi pare assai arduo provare a proiettare un valore venale su un mercato ideale dal quale questo lembo di terra per sua natura è già esclusa: non è zona di villeggiatura, non è una località balneare mica è Forte dei Marmi (figuriamoci neanche un lido ho mai visto sui 500 metri circa di costa del comune che peraltro meriterebbero tutto un approfondimento a parte). Il valore venale di un terreno edificabile è una cosa seria e non può basarsi su previsioni obsolete e fatte con strumenti superati. Il PRG datato 1989 già di per sé falsa il valore venale aborigene, non tiene conto dei mutamenti, degli espropri, dei nuovi vincoli per costruire. Il contenzioso tributario che ha generato questa fattispecie ne dà il segnale allarmante. Vogliamo continuare a far finta di niente? Vogliamo dire che il problema non esiste? Che non si può fare niente? Allora come ha potuto l’amministrazione Miriello aggiornare i dati dei valori venali delle aree fabbricabili, aumentandoli esponenzialmente e su che base visto che i valori medi delle abitazioni negli anni non hanno avuto variazioni significative e che il mercato immobiliare rispetto a prima di questo fatidico indirizzo di giunta è decisamente in crisi? Possibile che sia una decisione insindacabile, possibile che l’applicazione da parte della terna commissariale impedisca di andare a valutare se questo aumento del valore venale era legittimo o meno? Allora cosa ci facciamo noi qua? Che votiamo a fare? E a proposito di proiezioni che sembrano ombre cinesi, come si può determinare il gettito delle aree fabbricabili per un importo di 144.826,87 Euro e portarlo all’approvazione con le aliquote se ancora non si sono approvati i valori venali delle stesse aree fabbricabili? E poi la domanda sorge spontanea, essendo da un bel po’ trascorso il 28 ottobre 2024, ultima data utile per la pubblicazione sul sito del ministero di eventuali variazioni delle aliquote IMU, termine oltre il quale si intendono confermate le aliquote dell’anno precedente, ma chi è il destinatario di questa presa in giro? Le aliquote sono già stabilite.
Non so perché, in questo momento, mi viene in mente il sistema dei Romani che
distinguevano i tributi dalle tasse. I tributi erano le imposte che venivano fatti pagare ai popoli sottomessi o ai cittadini ribelli. Oggi verrebbe assimilata ad una sorta di violenza economica. I tributi una volta pagati, venivano trasferiti definitivamente da quel territorio e usati da un altro soggetto, per esempio l’imperatore.
Le tasse, invece, venivano pagate dai cittadini e ritornavano ai cittadini stessi in varie
forme (infrastrutture, sicurezza e difesa del territorio, servizi vari).
Oggi che dovremmo essere tutti cittadini di serie A, basta guardarsi intorno e vedere come l’alfabeto non si ferma neppure alla Z.
Allora dobbiamo fermarci un attimo e valutare i tributi con serietà (e non solo l’IMU),
dobbiamo superare il Piano Regolatore Generale che abbiamo, ma non chiediamo studi fini a se stessi ed incarichi progettuali che all’Ente portano solo costi infruttuosi, sia ben chiaro. Occorre dare indirizzo all’ufficio preposto, in questo caso quello tecnico (peraltro ben guarnito), affinché si adoperi per mettere fine con professionalità a questo pietoso balletto.
Nel frattempo bisognerebbe abbassare l’aliquota relativa alla fattispecie aree fabbricabili al minimo imposto dalla legge (0, 86 e non 0, 96 attualmente in vigore, per intenderci) e/o almeno stimare al minimo il valore veniale di quei terreni edificabili che rientrano in zone in cui l’edificabilità non è accertata.
Le tasse vanno pagate, senza dubbio è un dovere, ma debbono essere eque e proporzionate. Per tornare al paragone del sistema dei romani, gli Stilesi vogliono essere trattati da cittadini, pagare le tasse e ricevere servizi, infrastrutture, sicurezza,
assolutamente non vogliono essere sudditi e pagare tributi da trasferire in altri territori, in altri capitoli, in altri impegni diversi dal bene comune.

Pubblicato da Tele Montestella

Rete web televisiva della Vallata dello Stilaro con sede a Pazzano (RC). Tele Montestella arriva sui social 2010 diventando poi una pagina Facebook nell’aprile 2013 ma possiamo dire che l’idea e le prime iniziative di informazioni nascono 1982. Un giovane Antonio Russo, ora presidente dell’Associazione Radio Tele Montestella Web”, iniziò ad appassionarsi al mondo delle comunicazioni quando suo padre Ciccio Russo comprò la sua prima telecamera. Da lì inizio una ricca documentazione sulla Vallata dello Stilaro ed oltre, cimentandosi anche nella realizzazione di Radio arrivando a creare il primo canale televisivo Tele Montestella. Oggi la comunicazione si è spostata sui social, sono cambiati i mezzi ma l’obiettivo è uguale: informazione e valorizzazione della nostra Vallata dello Stilaro e di tutta la Calabria, condividendo con voi la bellezza, le tradizioni e tutto ciò che questa terra ha da offrire.

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