Il termine “bar” proviene dall’inglese e originariamente si riferiva alla “barrier” — una barra di legno che delimitava l’area dove venivano serviti i clienti. Questo elemento distintivo, con il tempo, ha dato il nome al locale stesso, specialmente nei paesi anglosassoni, dove il bar era associato soprattutto alla consumazione di alcolici.
In Italia, però, il concetto di bar ha assunto una funzione molto più ampia e radicata nella cultura quotidiana. Qui, il bar è aperto tutto il giorno ed è una tappa abituale, a partire dalla colazione con espresso, cappuccino e dolci. Con il passare delle ore, si trasforma in un punto di ristoro per spuntini, panini e, soprattutto, per l’aperitivo serale, un momento ormai simbolico che riunisce amici e colleghi.
Il bar italiano iniziò a diffondersi negli anni ’30, ma è negli anni ’60 che diventò un elemento sociale essenziale, grazie anche all’affermarsi della tradizione dell’aperitivo. Bevande leggere come lo Spritz e il Campari divennero protagoniste di questo rituale, accompagnate da stuzzichini che trasformano l’aperitivo in un momento conviviale.
Oggi il bar è un’istituzione nella vita italiana, uno spazio per incontrarsi e prendersi una pausa. Non è solo un locale, ma un simbolo della cultura e della socialità italiana.