Si racconta di un pastore di Sant’Agata, conosciuto come Brunello, che non riusciva a sopportare l’idea che la sua sposa dovesse passare la prima notte di nozze con il duca Tranfo. Così, con grande audacia, decise di travestire la moglie con abiti da pecoraio e, di notte, si mascherò da donna, indossando una parrucca, un busto merlettato e un mantusinu, per recarsi dal potente signore. Questa storia è stata narrata anche dallo scrittore Saverio Strati nel suo libro La Teda, contribuendo a far conoscere la figura di Brunello e il contesto sociale del tempo.
Nel libro la Teda, Costanzo, uno dei personaggi del romanzo, narra:
<<“Si veste lui da donna, e se ne va al castello del principe. Era vestito così bene che nessuno se ne accorse del trucco. I servi fanno entrare questa donna nella camera da letto del principe. Questo era un uomo maligno, grosso e alto. Entra nella camera e dice alla ragazza – e che ragazza!- “Spogliati!”. Il furbo fingeva di non volere, e piangeva. “Su, su, non fare storie!” le dice il principe. “Non lo sapevi che la tua sorte era questa?”. “Principe del mio cuore” gli dice la finta ragazza con voce piagnucolosa, “spegnete il lume, perché io ho vergogna di spogliarmi davanti a voi!”…>>.
La storia di Brunello è un invito a riflettere sulle ingiustizie sociali e sull’importanza della dignità umana. Attraverso la sua audace impresa, Brunello non solo cerca di proteggere la sua amata, ma diventa anche un simbolo della lotta contro le ingiustizie, ispirando altri a sollevarsi contro le ingiustizie e a difendere i propri diritti. Questa narrazione rimane attuale, poiché continua a risuonare nelle lotte moderne per l’uguaglianza e la giustizia sociale.