Le lumache, insieme a pochi altri molluschi, hanno svolto un ruolo importante nella storia dell’alimentazione umana, e la Calabria non fa eccezione. Questo cibo antico, presente nella dieta delle popolazioni preistoriche, continua a essere apprezzato anche oggi, grazie al suo valore nutritivo e al sapore caratteristico. Simbolo del passaggio dall’epoca della caccia all’allevamento, le lumache sono state uno dei primi esempi di “allevamento” naturale, non richiedendo particolari attrezzature e offrendo un’ottima fonte di proteine.
Anche in Calabria, come nel resto dell’Italia, le lumache hanno mantenuto un legame forte con le tradizioni culinarie locali. L’Aspromonte, con le sue aree montane e rurali, è un luogo ideale per la raccolta delle lumache, specialmente dopo le prime piogge autunnali. Questo evento stagionale segna l’inizio del “periodo delle lumache”, un momento atteso e festeggiato nelle famiglie calabresi, quando le lumache vengono raccolte, lasciate spurgare in grandi pentoloni e infine cucinate in vari modi, soprattutto per i pranzi della domenica.
Ancora oggi, in Calabria, vengono preparate in numerose ricette tipiche, spesso tramandate di generazione in generazione, e ogni famiglia ha la sua versione preferita. Le lumache in umido sono una delle preparazioni più comuni, accompagnate da ingredienti come salsiccia, pomodori, patate o funghi. Negli ultimi anni, anche in Calabria, la riscoperta dei cibi della tradizione ha contribuito a far rinascere l’interesse per le lumache, in parte grazie all’introduzione dell’elicoltura moderna. Questo tipo di allevamento consente di avere a disposizione lumache fresche tutto l’anno, garantendo così un prodotto di qualità e contribuendo alla crescita dei consumi.
Le lumache sono quindi parte integrante della cucina calabrese, non solo come alimento, ma come simbolo di tradizione e radicamento nel territorio.