Nell’ottobre del 1951, a Bivongi, un piccolo comune della Calabria, un evento straordinario segnò la memoria collettiva della comunità. Le forti piogge che colpirono la zona causarono l’ingrossamento del torrente Melodari, il cui livello salì rapidamente, straripando e minacciando le case e i campi circostanti. La situazione divenne così critica che molte famiglie furono costrette ad abbandonare le proprie abitazioni, rifugiandosi in luoghi sicuri.
Il quarto giorno, quando finalmente la pioggia iniziò a diminuire, un gruppo di devoti avanzò una proposta: portare in processione il quadro miracoloso di Mamma Nostra, la Madonna venerata da generazioni. Con fede e speranza, il corteo si formò, e il sacro quadro fu condotto verso la sponda destra del Melodari.

Man mano che la sacra effige si avvicinava all’argine del torrente, accadde qualcosa di straordinario. L’acqua, fino a quel momento impetuosa e travolgente, cominciò a ritirarsi lentamente. Il torrente, che minacciava di distruggere tutto sul suo percorso, rientrava piano piano nel suo letto naturale. La popolazione interpretò questo fenomeno come un chiaro segno dell’intervento della Madonna.
Questo evento rafforzò ulteriormente la devozione verso Mamma Nostra, vista come protettrice e custode della comunità di Bivongi, e da quel momento, il racconto del miracolo del 1951 rimase scolpito nella memoria popolare, tramandato di generazione in generazione.

Un racconto di quanto accaduto che riporta tutta la fede e la devozione a Mamma Nostra:
“Ma ecco, suonano a distesa le campane. Accorriamo in chiesa, e dinanzi alla Madonna s’intonano le litanie. Il popolo della Mamma Nostra invoca la sua Patrona perchè non lo abbandoni, e perchè plachi la tempesta prima che nuove rovine si aggiungano alle rovine, e prima che alla distruzione delle cose si aggiungano vittime umane. E la Madonna viene portata, sotto la pioggia ancora scrosciante, presso alle implacate acque del Melodari, al cospetto delle fresche macerie, e poi nel paese, presso alle case pericolanti. La Madonna guarda con i Suoi occhi pieni di celestiale bontà il Suo popolo che piange e fiducioso La invoca, e col Suo sorriso velato di dolce tristezza pare che dica di si, di si.
Nella notte la pioggia cala, lentamente ma con graduale sicurezza, di tono. E al mattino un pallido raggio di sole rischiara la sconvolta terra ed i nostri cuori.”