La Biennale dello Stretto fa tappa a Badolato: un viaggio tra borghi, arte e futuro

Badolato, grazie al lavoro e alle “visioni” dell’Architetto Pasquale Piroso (Loft Canova), con il coinvolgimento e la collaborazione di artisti, architetti, istituzioni e operatori locali, ha avuto l’onore di ospitare una tappa itinerante della Biennale dello Stretto, coordinata dall’Architetto Alfonso Femia. L’evento si è inserito nel contesto della conversazione itinerante dal titolo “I Borghi e il Futuro delle Città: Rigenerazione, Accoglienza, Connessione”, che ha posto al centro il ruolo dei piccoli borghi nella rigenerazione urbana e culturale delle città.

Durante la giornata è stato presentato anche il progetto “Respiraterra”, un’idea ambiziosa che mira a creare un parco d’arte immerso nella natura, tra ulivi secolari. Questo spazio straordinario accoglierà opere e installazioni artistiche di artisti di fama internazionale e locali, tra cui il Maestro Luigi Ontani, Roberto Giglio, Antonio Tropiano, Alberto Timossi, Pino Codispoti, Dino Serrao e molti altri. Il progetto “Respiraterra” è una perfetta fusione tra arte e paesaggio, un omaggio alla natura calabrese e alla sua ricca cultura.

La giornata ha avuto inizio con una visita a Palazzo Gallelli, dove la mostra fotografica di Pino Codispoti, “Rughe. Memorie di una generazione”, ha regalato ai partecipanti un racconto intimo e profondo delle vite e delle storie degli anziani del borgo, testimoni silenziosi di un tempo che non c’è più.

Successivamente, i visitatori hanno potuto esplorare Badolato con una passeggiata narrante tra le “Pietre parlanti”, un suggestivo percorso storico-artistico concepito da Gianni Verdiglione, Pepè Argirò e altri cittadini badolatesi, un’esperienza che ha dato voce al passato attraverso le antiche pietre del borgo.

La visita a Palazzo Impelliccia ha rappresentato un altro momento chiave della giornata, con la scoperta del progetto artistico “Pallievi” del giovane artista svizzero Joel Siegfried, che ha portato una ventata di creatività internazionale nel cuore di Badolato.

Anche l’arte contemporanea ha trovato spazio nella nuova casa-studio del pittore Roberto Giglio, che ha aperto le sue mostre “I fantasmi di Badolato” e “Le forme dell’oblio”, dove memoria, identità e oblio si intrecciano attraverso forme e colori suggestivi.

A chiusura della giornata, un momento conviviale presso il Catojo dello Spinetto ha deliziato i partecipanti con le prelibatezze della cucina a-tipica dello chef internazionale Ciro Piedimonte, accompagnate dai vini della Cantina Brigante, che hanno celebrato la cultura enogastronomica locale.

La tappa della Biennale dello Stretto a Badolato è stata un’occasione unica per riflettere sul futuro dei borghi e delle città, mettendo in risalto l’importanza della rigenerazione, dell’accoglienza e della connessione tra passato e futuro, tra natura e arte, tra locale e globale.

Pubblicato da Tele Montestella

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