Nel cuore della Calabria, a Scigliano, un piccolo paese in provincia di Cosenza, sorge uno dei più antichi e affascinanti ponti d’Italia: il Ponte di Annibale, o Ponte di Sant’Angelo, che attraversa il fiume Savuto. Questa struttura storica si trova in una proprietà della Famiglia Micciulli ed è legata a numerose leggende e storie che si intrecciano con la sua lunga esistenza.
Un ponte dalla storia millenaria
Il Ponte di Annibale risale al periodo compreso tra il 131 e il 121 a.C., quando faceva parte della Via Popilia, la strada voluta dal console Publio Popilio Lenate per collegare Reggio Calabria a Capua. Costruito con blocchi di piperno, una roccia eruttiva, il ponte serviva da passaggio per l’esercito romano e per i commerci lungo questa importante via.
Sebbene originariamente distrutto dai Romani stessi per ostacolare la fuga di Annibale dopo la sua sconfitta, il ponte fu ricostruito secondo il modello dei genieri cartaginesi. Oggi è considerato un monumento storico nazionale, ma nonostante la sua importanza, rimane fuori dai principali circuiti turistici.
Un’opera di ingegneria straordinaria
Il ponte, che si eleva per circa 13 metri, un tempo si librava molto più in alto, poiché nel corso dei secoli il fiume Savuto ha innalzato il suo letto. La sua costruzione testimonia la grande abilità degli ingegneri romani: l’arco principale, realizzato in tufo calcareo rosso estratto da una cava vicina, è sopravvissuto a secoli di piene devastanti e terremoti grazie all’uso di tecniche che prevedevano l’incastro di blocchi senza l’utilizzo di malta, evitando così i problemi dovuti alla dilatazione dei materiali.
Leggende e misteri
Come molti ponti romani, anche il Ponte di Annibale è stato avvolto da leggende popolari. Secondo una di queste, la chiesa insegnava che l’opera fosse stata costruita dal diavolo, e che su alcune pietre fosse impressa la sua mano. La credenza che il diavolo nascondesse tesori attirò molti curiosi alla ricerca di ricchezze nei pressi del ponte.
Un’altra leggenda racconta che l’arcangelo Michele sconfisse il diavolo proprio su questo ponte, lasciando una lesione sulla struttura. Sebbene oggi la ferita non sia più visibile, il racconto contribuisce al fascino misterioso di questo luogo.
Un patrimonio da valorizzare
Nonostante la sua storia affascinante e la sua antichità, il Ponte di Annibale rimane sconosciuto ai più. Inserito tra i monumenti sotto la protezione dell’Unesco, il ponte meriterebbe un posto di rilievo nei circuiti turistici, regionali e nazionali, per far conoscere al pubblico la sua importanza storica e architettonica.
Oggi, il ponte si erge come testimone silenzioso di un passato glorioso, in attesa di essere riscoperto e apprezzato per il suo valore unico.