Ricorrono oggi, come ogni anno la terza domenica di maggio, i festeggiamenti in
onore di Sant’Ilarione abate, patrono di Caulonia. Una ricorrenza risalente all’anno
1855, quando Castelvetere (oggi Caulonia) patì un lungo periodo di siccità. Si
rischiava la carestia. Il 13 maggio di quell’anno, la popolazione invocò Sant’Ilarione,
suo protettore affinchè operasse un miracolo e avvenisse una pioggia ristoratrice. La
scultura lignea del 1815, opera di uno scultore serrese, fu portata in processione
sotto il sole cocente, lungo il percorso che ogni anno, ad ottobre, veniva effettuato
nel giorno della ricorrenza del suo arrivo a Caulonia. Il corteo, partitosi dalla chiesa
Matrice, portò la statua e la reliquia in pellegrinaggio sino al convento posto
sull’argine destro della fiumara Allaro, distante oltre tredici chilometri. Per tutta la
giornata e la notte seguente si susseguirono preghiere e canti dei fedeli inneggianti
al santo protettore. L’indomani, di buon mattino, il corteo prendeva la via del
ritorno. L’aria, come d’incanto, era più leggera, come rinfrescata. Appena la statua
varcò la soglia della chiesa sulla cittadina si abbattè una rinfrescante e lunga pioggia
ristoratrice. Testimonianza dell’evento è riportata in «Ricerche storiche su Caulonia»
del testimone oculare don Davide Prota, poi arciprete di Caulonia. Da quel giorno,
ogni anno si ripetono i festeggiamenti patronali anche nel mese di maggio. Ossia, la
festa del miracolo dell’acqua. Ieri mattina Caulonia era coperta da un asfissiante
scirocco. Tuttavia i fedeli guidati dal parroco don Lorenzo Spurio hanno ripetuto il
rito portando in processione la sola reliquia (come avviene da tempi lontani). Ad
attenderli al convento, allocato su di uno scoglio, c’era Frederic, l’eremita francese
che da anni vive in solitudine. Posta la reliquia e la statuetta settecentesca (quella
che per primi nell’ottobre 2018 denunciammo, sulle pagine del QuotidianoDelSud,
essere stata rubata per poi farci sapere che sarebbe stata lasciata sul sagrato delle
chiesa della Madonna delle Grazie di Roccella Jonica) su di uno scoglio ai margini del
romitorio, è stata celebrata la santa messa dopo di che il corteo ha ripreso la via del
ritorno soffermandosi alla chiesa del Calvario dove stazionava la statua del patrono
e dove ogni anno si celebra la «nottata». La statua di Sant’Ilarione e la sua reliquia,
questa mattina faranno ritorno al capoluogo dove, sotto il Fosso, troveranno ad
attenderli le autorità civili, militari e religiose nonché una festante popolazione di
fedeli.
Articolo di Ilario Camerieri