Nel pomeriggio del 28 Febbraio 2024, una variegata coalizione di attiviste, professioniste impegnate nel settore della salute e cittadine comuni si è radunata con determinazione davanti al consultorio familiare di Bivongi. L’obiettivo era chiaro: esprimere con forza e convinzione la loro richiesta affinché la struttura rimanga operativa, nonostante il rischio imminente di chiusura. Questa preoccupazione condivisa è emersa nel contesto di una situazione critica, giungendo a seguito del pensionamento, avvenuto due anni fa, dell’ultima ostetrica in servizio. La mobilitazione della comunità locale ha sottolineato l’importanza vitale del consultorio familiare per la salute e il benessere della popolazione, nonché per la tutela dei diritti delle donne e delle famiglie. Le partecipanti hanno unito le loro voci, richiamando l’attenzione delle autorità competenti affinché intervengano con urgenza per garantire la continuità dei servizi essenziali forniti dalla struttura. La determinazione e la solidarietà dimostrate durante la protesta riflettono l’impegno condiviso per difendere e preservare un pilastro fondamentale della comunità locale.
La situazione critica dei consultori familiari nella Locride, inclusa Bivongi, non è un caso isolato, ma piuttosto una realtà condivisa tra i sette presidi presenti nella zona. Tutti gli ambulatori si trovano ad affrontare carenze di personale, con al massimo una delle figure necessarie disponibile (ad esempio, lo psicologo è presente solo in uno dei centri), e non viene garantito un rapido turnover in seguito ai pensionamenti. Attualmente, con Bivongi senza operatori, il servizio più vicino risulta essere a Roccella Jonica.

Le manifestanti, oltre a richiedere il mantenimento dei servizi, rivolgono un appello a coloro che potrebbero fornire un aiuto decisivo, portando la propria opera, calore umano, professionalità ed esperienza. È una chiamata indirizzata a coloro che hanno scelto di dedicarsi alla sanità pubblica, invitati a considerare la possibilità di intervenire nel territorio locale. Senza la loro presenza e contributo, i consultori rischiano di scomparire, lasciando un vuoto significativo nelle risorse sanitarie disponibili per la comunità.